Rapporto Istat, 28,7% a rischio povertà

Nel 2015 le persone a rischio di povertà o esclusione sociale sono il 28,7%. Tra coloro che vivono in famiglie con almeno un cittadino straniero la quota è quasi doppia (49,5%) rispetto a chi vive in famiglie di soli italiani (26,3%).  E’ quanto si legge nel rapporto annuale dell’Istat 2017. Fra i cittadini stranieri presenti in Italia circa nove su dieci (89,7% degli uomini e 86,3% delle donne) hanno una percezione positiva del proprio stato di salute. A parità di età sono gli uomini albanesi e moldavi che dichiarano migliori condizioni di salute, mentre polacchi e ucraini si collocano all’estremo opposto. Per le donne la percezione positiva della salute è più frequente tra le cinesi, meno tra ucraine e moldave.

L’essere donna, avere un titolo di studio alto, avere molti amici ed essere arrivati in Italia da almeno 6 anni sono fattori che favoriscono la partecipazione culturale.

Il reddito disponibile delle famiglie torna ai livelli pre-crisi anche grazie al supporto ricevuto dall’azione redistributiva. Il sostegno al reddito è generato da un minor drenaggio di risorse così come da un apporto positivo delle prestazioni sociali (pensioni e misure a sostegno del reddito). La caduta di circa 0,2 punti percentuali del reddito primario netto tra il 2007 e il 2016 sì è accompagnata a una rimodulazione dei contributi delle diverse fonti di reddito. Si è quasi dimezzata la quota dei redditi da capitale (-4,1 punti percentuali, da 10,2% a 6,1%) e si è ridimensionata quella da gestione imprenditoriale (-2,1 punti percentuali). Aumenta di contro la quota di redditi da lavoro (+6,2 punti percentuali).

Autore: Economia Sicilia

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