Vittorio Messina confermato presidente Confesercenti Sicilia

Vittorio Messina e’ stato confermato alla presidenza della Confesercenti Sicilia dai 146 delegati di tutte le nove province siciliane, riunitisi a Palermo. Alla riunione hanno partecipato anche il vice presidente dell’Assemblea regionale Siciliana Giuseppe Lupo e della Regione Mariella Lo Bello. L’Assemblea ha anche votato un ordine del giorno, all’unanimita’, a sostegno della candidatura di Patrizia De Luise come presidente nazionale di Confeserce

Un ruolo importante per le associazioni di categoria e’ quello auspicato dal presidente di Confesercenti Sicilia, Vittorio Messina, nel corso dell’assemblea elettiva all’Hotel delle Palme di Palermo. “Un ruolo guida per le imprese che intendono diventare piu’ competitive, aiutendole ad individuare i punti di forza e di debolezza della loro attivita’ ed aiutando a sviluppare progetti concreti”. Ecco perche’ l’associazione, oggi, deve fortemente puntare sulla “comunicazione associativa”. Perche’, secondo il presidente Messina, “questo elemento ha il compito di promuovere la cultura dell’associazione” che e’ fatta di regole e di valori, di norme ma anche di obiettivi, programmi e comportamenti. Una strategia che deve essere messa a punto “all’interno della stessa associazione” superando le criticita’ che ci sono state fino ad ora per creare “l’autosufficienza operativa delle strutture”. “In un contesto in cui le piccole e medie imprese costituiscono l’asse portante dell’economia – spiega Messina -, la Confesercenti Sicilia deve continuare a rappresentare uno strumento importante ed ancora piu’ incisivo di tutela e di evoluzione dell’imprenditoria minore”. “Il problema piu’ grande di oggi e’ quello di salvare le imprese dalla crisi, farle crescere, riprendere lo sviluppo anche ai fini dell’occupazione e delle condizioni di vita di tutte le famiglie – aggiunge Messina -, l’obiettivo e’ fare squadra con tutti coloro che si apprestano ad offrire il loro apporto fresco e originale”.

Tra i capisaldi della battaglia dell’associazione quella per il “rilancio del commercio di vicinato messo in crisi dai grandi centri commerciali – sottolinea Messina -. Dal rilancio dei negozi storici dellle citta’ dipende la loro riqualificazione e la messa in sicurezza di aree nevralgiche per la vita di una comunita’”. Il modello, secondo Messina, e’ quello dei “centri commerciali naturali 2.0″ ovvero un’area dalle caratteristiche omogenee per le quali soggetti privati propongono interventi di gestione integrata nell’interesse comune dello sviluppo sociale”. Ben coscienti, comunque, che la situazione economica congiunturale della Sicilia non e’ facile. Anzi. “La Sicilia soffre di un deficit infrastrutturale che fa da freno allo sviluppo. Le tante opere incompiute impediscono la piena fruibilita’ delle stesse da parte di cittadini e di turisti e rendono ostile il nostro territorio a chiunque voglia impiantarvi una impresa”, spiega apertamente Messina, e per questo “non si possono ammettere incertezze – aggiunge -. Tutto quello che e’ possibile fare in sinergia con il governo nazionale e locale deve essere attuato nel piu’ breve tempo possibile”. Ma c’e’ anche il peso della criminalita’ organizzata che zavorra le pmi siciliane, “l’ostacolo principale che rende le nostre imprese penalizzate nella competizione in tutti i settori – puntualizza Messina – e danneggia irrimediabilmente l’economia della nostra regione. Occorre dunque sostenere con forza e coraggio l’azione contro la criminalita’ organizzata nei diversi settori in cui operano le imprese, per la liberta’ di impresa e la vivibilita’ e sicurezza della citta’”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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