Alimentazione: Insetti a tavola una alternativa possibile

L’alimentazione a base di insetti e’ ancora un tabu’ in Europa e in Italia, dove non esiste una legislazione ad hoc. Il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Universita’ di Palermo ha offerto agli studenti la possibilita’ di partecipare ad un test sperimentale: l’assaggio a scopo scientifico di alcuni piatti a base di farine ricavate da due insetti, il grillo e la camola. Le farine, fornite da un’azienda specializzata, sono state utilizzate come ingrediente base per prodotti come la pasta e i biscotti, preparati con l’aiuto di alcuni chef. Dopo l’assaggio gli studenti hanno compilato un quiz a scopo statistico per consentire ai ricercatori dell’universita’ di valutare il livello di gradimento dei prodotti. Un’iniziativa che ha destato entusiasmo e curiosita’ tra i ragazzi che hanno affollato l’aula del dipartimento di Scienze Agrarie di Viale delle Scienze. L’obiettivo e’ dimostrare che gli insetti possono essere un cibo alternativo, sostenibile e a basso costo. “E’ un’iniziativa interessante, che va studiata e valutata come tutte le possibili innovazioni a fronte di una popolazione mondiale che cresce e del progressivo calo delle risorse”, ha detto il rettore Fabrizio Micari.

Il test con pasta e biscotti a base di farine di insetti “parte da una proposta piu’ vicina e convenzionale ai nostri gusti. D’altra parte quando si propone qualcosa di innovativo bisogna rispettare la cultura di partenza, altrimenti un’innovazione dirompente difficilmente viene accettata. Oggi proviamo a sfatare un tabu’ – ha sottolineato il docente Paolo Inglese, coordinatore del corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agroalimentari -. Questo non e’ un evento gastronomico. E’ un test sperimentale e di assaggio ma soprattutto un modo per rendere gli studenti consapevoli di una realta’ mondiale straordinaria che interessa centinaia e centinaia di milioni di persone, che gia’ interessa l’Europa ma che l’interessera’ ancora di piu’ in futuro, considerato che la piu’ grande migrazione degli ultimi secoli viene dal Sud del mondo, in particolare dall’Africa dove il consumo di insetti e’ un’abitudine alimentare consolidata. L’idea – ha proseguito Inglese – e’ quella di affrontare il tema della sicurezza alimentare in un mondo che si avvia ad avere 9 miliardi di abitanti nei prossimi 30 anni. E certamente soddisfare il fabbisogno di proteine non potra’ essere basato esclusivamente sull’allevamento dei grandi animali, e dei bovini in particolare, perche’ il costo ambientale ed economico di quest’ultimo e’ diventato certamente insostenibile. Gli insetti sono un’alternativa possibile. Per un chilo di carne servono 15 mila litri d’acqua, per un chilo di insetti meno del dieci per cento. Senza contare che la velocita’ di riproduzione e’ elevatissima e gli spazi in cui si possono allevare sono limitati. Si possono anche utilizzare scarti di produzione: in Sudafrica ad esempio si allevano insetti su scarti della fruttificazione. In Europa – ha concluso – c’e’ una forma di utilizzo degli insetti nell’acquacultura e nell’uso animale. Per l’uso umano, invece, la legislazione ancora non lo consente.

Secondo Paul Vantomme, della Fao, “gli insetti possono essere una delle soluzioni sia per i paesi sviluppati sia per quelli in via di sviluppo perche’ possiamo utilizzare il cibo sprecato come fonte di alimentazione per gli insetti da allevare. Tra il 20 e il 30 per cento del nostro cibo non entra nella nostra catena alimentare o si perde: gli insetti sono una possibilita’ di recuperare questo cibo e di produrre proteine animali. E poi un allevamento di insetti non necessita di grandi investimenti e cosi’ anche i poveri possono averne uno e diventare indipendenti per quanto riguarda il loro apporto proteico. Un report Fao del 2014 evidenziava che sono gia’ due miliardi le persone che mangiano insetti nel mondo. C’e’ un’apertura mentale crescente nei paesi europei e nel Nord America. E crescera’ sempre di piu'”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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