Riscossione Sicilia: Fiumefreddo “A rischio 50 mln di euro”

Se Riscossione Sicilia verra’ chiusa, 50 milioni di euro di aggio che spettano alla societa’ per il servizio reso dalla partecipata per la rottamazione delle cartelle esattoriali, rischiano di essere trasferiti ad Equitalia. A lanciare l’allarme e’ Antonio Fiumefreddo, amministratore unico di Riscossione Sicilia, dopo il via libera della commissione Bilancio dell’Ars della norma della Finanziaria che prevede, a partire dal primo luglio, la liquidazione della societa’ che riscuote le imposte in Sicilia. La rottamazione e’ un provvedimento che permette ai debitori di rottamare, ovvero di non pagare sanzioni e interessi di mora sulle cartelle ricevute da Riscossione o da Equitalia. “C’e’ un dato allarmante – tuona Fiumefreddo -. Ammonta a un miliardo di euro il totale delle domande di rottamazione presentate dai siciliani, che equivalgono a 50 milioni di aggio per la Sicilia. L’aggio viene corrisposto alla societa’ di riscossione che incassa i tributi ed e’ la quota parte che resta alla stessa. “Se la societa’ di riscossione e’ Equitalia l’aggio andra’ ad Equitalia, se incassa Riscossione l’aggio restera’ alla Sicilia. Se la Regione cede l’ente, questi 50 milioni andranno ad Equitalia. La Sicilia che, di solito, chiede soldi in questo caso regalera’ denaro a Roma”. Il termine per la presentazione delle istanze di rottamazione si concludera’ il 21 aprile: “E’ un emendamento dal punto di vista giuridico assolutamente irricevibile – dice Fiumefreddo -. Perche’ dopo quella data dobbiamo dire ai contribuenti se le loro domande sono state ammesse o meno. Se l’emendamento verra’ approvato in Aula non sappiamo cosa ne sara’ delle istanze”.

Fiumefreddo lancia ancora una stoccata all’Ars: “I deputati regionali, anziche’ lasciare i soldi dei siciliani alla Regione, pur di fare fuori la societa’, con un emendamento hanno deciso di darli al governo centrale. Questa norma e’ una follia e un atto di vendetta – ha concluso -. L’anno scorso hanno fatto decadere il cda per farmi fuori, quest’anno sono arrivati alla protervia di sciogliere una societa’ pur di bloccare le iniziative che abbiamo in corso”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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