Fmi, da scenari bassa crescita “considerevoli” sfide per finanza

(askanews) – Sono numerose e importanti le sfide che gli 
intermediari finanziari mondiali si trovano ad affrontare in un ambiente macroeconomico di bassa crescita e bassi tassi d’interesse che potrebbe durare a lungo. Banche e compagnie di assicurazione, in tale probabile scenario, vedrebbero messi sotto pressione i rispettivi modelli di business anche se le politiche economiche possono fare molto per facilitare la transizione al nuovo ambiente.

E’ quanto emerge dal Global Financial Stability Report del Fondo Monetario Internazionale i cui capitoli analitici sono stati appena pubblicati in vista degli incontri primaverili che tra due settimane vedranno convergere a Washington ministri finanziari e banchieri centrali di tutto il mondo.

“Malgrado i recenti segnali di un aumento dei tassi a lungo termine negli Stati Uniti – si legge nel documento – l’esperienza del Giappone suggerisce che una imminente e permanente fuoriuscita da un ambiente di bassi tassi d’interesse non può essere garantita”. Anche a causa di uno scenario sempre più diffuso nei Paesi industrializzati e composto da invecchiamento della popolazione e più lenta crescita della produttività”.

Quali sarebbero le conseguenze di tale scenario prescindendo dalle influenze della politica monetaria? “In tale ambiente – sottolineano gli economisti del Fmi – le curve dei rendimenti probabilmente si appiattirebbero, abbassando gli utili delle banche e presentando sfide durature per le compagnia di assicurazioni sulla vita e per i fondi pensione a benefici definiti. E se i tassi sui depositi bancari non possono scendere (significativamente) al di sotto dello zero, gli utili delle banche sarebbero compresso anche di più”. A pagare di più, sempre prendendo spunto dall’esperienza giapponese, sarebbero secondo il Fmi, gli istituti più piccoli, basati su depositi e meno diversificati, il che a sua volta potrebbe innescare pressioni per un consolidamento del settore.

Cambiamenti sarebbero inevitabili anche nel comparto delle pensioni: “i piani pensionistici forniti dai datori di lavoro in questo scenario tenderebbero a diventare meno attraenti rispetto ai piani a contribuzione definita, che offrono una maggiore portabilità. La crescente longevità inoltre probabilmente aumenterebbe la domanda per le assicurazioni sanitarie e per le assicurazioni a lungo termine di assistenza”. Il tutto mkentre la domanda per rendimenti garantiti e risparmi a lungo termine probabilmente si ridurrebbe.

Quali le soluzioni per facilitare tale transizione? “Schemi prudenziali dovrebbero fornire incentivi per assicurare – si legge ancora nel GFSR – una stabilità a più lungo termine invece di essere soggetti alle richieste di deregolamentazione per allentare i dolori a breve termine. Per le banche, inoltre, le politiche dovrebbero aiutare a facilitare un morbido consolidamento e un’uscita delle istituzioni non sostenibili”

Autore: Economia Sicilia

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