Mercato immobiliare a rischio shock con cessione crediti ipotecari delle banche

Uno spettro si aggira sul mercato immobiliare e sui bilanci delle famiglie italiane per i prossimi anni. Questo spettro si chiama cessione dei crediti ipotecari non riscossi dalle banche ad istituzioni finanziarie italiane ed estere. A causa dei mutui non pagati, infatti, a brevissima scadenza potrebbero essere immessi sul mercato con la procedura dell’asta qualcosa come 450 mila case.  Già nel 2016 sono andati all’asta ben 270 mila immobili appartenenti a famiglie indebitate e pari a oltre un punto e mezzo di tutte le abitazioni di proprietà. Il fiato sul collo della Ue e della Bce nei confronti del sistema bancario italiano accusato, a ragione, di avere accumulato ingenti sofferenze, sta inducendo molti istituti di credito ad avviare corpose operazioni di pulizia di bilancio cedendo i cosiddetti NPL (No performing loans) a fondi chiusi e a istituzioni finanziarie varie ad un prezzo di cessione sicuramente molto basso rispetto al valore nominale del credito. E tra questi NPL figurano anche i crediti ipotecari legati ai mutui le cui rate risultano non pagate e quindi in sofferenza. Ma se la banca non attiva immediatamente la procedura del pignoramento e vendita del bene nella speranza di una risoluzione in bonis non fa e non farà la stessa cosa il fondo a cui è stato ceduto il credito. Quest’ultimo, infatti, visto il basso costo di acquisizione del credito, attorno al 20%, ha tutto l’interesse a portare subito a casa il risultato con il pignoramento e con la vendita all’asta dell’immobile. E anche se dalla vendita all’asta il ricavato sarà inferiore al valore dell’immobile, ad esempio l’80%, sarà tutto grasso che cola visto che il fondo o altra istituzione finanziaria potrà contare sul un margine di circa il 60% di guadagno lordo che, anche al netto delle spese legali, costituisce un ottimo bottino. Il risultato è e sarà disastroso per le famiglie e per il mercato immobiliare che proprio in questi ultimi tempi ha espresso qualche segnale di risveglio.  L’immissione massiccia di 450 mila case spegnerà sul nascere ogni segnale di risveglio. Per le famiglie oltre al danno la beffa. Espropriate delle proprie case esse non potranno più accedere al credito bancario perché ormai in lista nera per tutto il sistema bancario.

Ed allora che fare? Semplice. Occorre tutelare le famiglie ed il risparmio nazionale che in buona parte trova investimento nelle case. Lo Stato se riconosce che l’unica strada percorribile per disinnescare la mina vagante della enorme mole di sofferenze bancarie, oltre 200 miliardi di euro, è quella della cessione dei crediti e tra questi anche di quelli ipotecari, dovrebbe, quanto meno per le prime case, attutire l’enorme impatto di questa operazione sulle famiglie favorendo la ristrutturazione del debito tra mutuante inadempiente e istituto bancario.  Le vie possono essere diverse ma vanno trovate al più presto.

Andrea Naselli

Autore: Andrea Naselli

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