Confindustria: “Crescita al lumicino”

“In Italia convivono gli estremi. Da un lato, l’export marcia più dei mercati di riferimento e conquista quote e gli investimenti sono brillanti (+7,6% in macchinari e mezzi di trasporto nel 2016); segno che gli incentivi funzionano e che le imprese rispondono. Dall’altro, la crescita rimane al lumicino, il futuro politico è più incerto e il credito bancario scarseggia”. Così il Centro Studi Confindustria nel rapporto Congiuntura Flash.

Il PIL italiano è previsto in crescita a ritmo lento anche a inizio 2017, dopo il +0,2% nel 4° trimestre 2016, si legge ancora nel Rapporto.

Risentendo dell’andamento negativo della produzione industriale, che a gennaio è calata più dell’atteso (-2,3% contro -1,2%); nonostante il buon rimbalzo dell’1,3% in febbraio (stime CSC), l’acquisito nel trimestre è di -0,3%. Nelle costruzioni l’attività segna -3,8% a gennaio (-2,5% l’acquisito). Le indagini qualitative tracciano un quadro più positivo. Nel manifatturiero nei primi 2 mesi 2017 l’indice di fiducia è salito a 105,7 (+2,5 punti sul 4° trimestre 2016) e il saldo delle attese di produzione a 12,5 (da 10,7 nel 4°). Maggior ottimismo anche nelle costruzioni (+0,4 punti). Il PMI composito in febbraio segnala accelerazione: +2,0 punti, a 54,8 (53,8 nel 1° bimestre da 52,5 nel 4° trimestre 2016); il rafforzamento riguarda sia il terziario (+1,7 punti, a 54,1) sia il manifatturiero (+2,0, a 55,0). L’anticipatore OCSE, in flessione dello 0,04% a gennaio (a 100,1), non preannuncia però un maggiore slancio del PIL nella parte centrale dell’anno.

A gennaio l’export italiano è aumentato, a prezzi costanti, dello 0,2% su dicembre ed è del 2,3% sopra la media del 4° trimestre 2016 (quando era cresciuto del 2,1%; stime CSC).

È stato trainato dalle vendite extra-Area euro (+4,1% sul trimestre precedente), mentre quelle intra-Area hanno ristagnato (-0,2%). I paesi asiatici, tra cui Cina e Giappone, e gli Stati Uniti sono i mercati di destinazione più dinamici. L’espansione dell’export ha accelerato nei beni strumentali (+2,8% a gennaio sul 4°, anche grazie a vendite straordinarie di mezzi di navigazione, dopo +1,7%), resta forte in quelli intermedi (+1,5%, dopo +1,6%) e ha rallentato in quelli di consumo (+0,5%, dopo +1,5%). Continuerà a essere sostenuta dalla crescita della domanda mondiale; le prospettive sono confermate robuste dagli indicatori qualitativi sugli ordini esteri nel manifatturiero italiano: nel primo bimestre dell’anno a 55,1 la componente del PMI (al top da fine 2015; Markit); +3,2 punti sull’ultimo quarto 2016 i giudizi delle imprese.

(ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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