Fisco, Sangalli: “Alzare Iva idea sbagliata”

«Siamo su un’altalena in cui è difficile fare previsioni perché tutti gli indicatori – dalla produzione industriale ai consumi, dall’occupazione al clima di fiducia – continuano a registrare un’alternanza di segni positivi e negativi confermando il permanere di un quadro di diffusa e generalizzata incertezza. É come se il nostro sistema economico si trovasse in uno stato di fibrillazione continua da cui non riesce ad uscire». Lo afferma Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, in un’intervista al Corriere della Sera in edicola oggi.

«Nonostante questo scenario, vogliamo mantenere una quota di ottimismo – spiega Sangalli -. Il nostro Ufficio Studi prevede una crescita intorno all’1-1,1% nel 2017. Un obiettivo certamente non entusiasmante che può e deve essere migliorato, evitando manovre recessive sul fronte della finanza pubblica. In questi giorni abbiamo letto sui giornali molte ipotesi per proseguire il cammino della riduzione della pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma quella di reperire le risorse necessarie aumentando le aliquote Iva sarebbe un grave errore, perché ridurrebbe drasticamente i timidi segnali di risveglio dei consumi e dell’economia», sottolinea il presidente di Confcommercio, che aggiunge: «Il nostro Ufficio Studi ha calcolato che, a fronte di un gettito aggiuntivo previsto di 19,6 miliardi di euro, si potrebbe registrare una riduzione dei consumi attorno ai 15 miliardi, con una perdita complessiva di Pil pari a nove decimi di punto».

Per Sangalli «quello che va disinnescato è il pericolo di una ricaduta in recessione. L’Italia ha bisogno di un ingrediente: la fiducia per far lievitare la crescita. La via maestra per ricreare un clima amico dei consumi e degli investimenti è la riduzione generalizzata delle aliquote Irpef, ipotesi peraltro anche questa allo studio del governo. E qui, senza girarci intorno, serve più coraggio e determinazione nel taglio della spesa pubblica improduttiva che ancora, a nostro avviso, presenta ampi margini di riduzione».

(ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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