Sicilia Convention Bureau dopo l’ingresso di soci privati punta alla promozione di turismo congressuale per 50 mln di fatturato

Sviluppare in Sicilia un volume di affari di circa 50 milioni annui e portare a buon fine la metà dei progetti congressuali presentati. E’ questo l’obiettivo certamente ambizioso con cui il “Sicilia Convention Bureau” si è presentato oggi a Palermo agli operatori di settori nell’ambito di un road show, “Happy Tour”, che prevede incontri nelle principali città siciliane. Per puntare su questi obiettivi la struttura di promozione del turismo congressuale siciliano può contare su un assett nuovo di zecca dopo l’ingresso di 21 soci privati a seguito della cessione di quote da parte di Unicredit che, comunque, resta il socio di riferimento con una quota del 15%. “Un nuovo ingresso che”, afferma il presidente di Sicilia Convention Bureau Vincenzo Tumminello, “segna anche un cambio di passo determinato dai nuovi soci tutti imprenditori del turismo e quindi strettamente interessati a dare un taglio di estrema concretezza alla nostra attività”. Solo nel 2016 il Sicilia Convention Bureau (SCB)  ha promosso la realizzazione di 40 eventi per un giro d’affari di 27 milioni di euro. Negli ultimi anni il turismo congressuale sviluppato in Sicilia dallo SCB è stato pari a 570 milioni di euro per un totale di 500 eventi realizzati su circa 1500 proposti. In pratica solo un terzo della progettazione degli eventi è andata in porto. Una percentuale certamente non trascurabile ma non ancora soddisfacente. “Ecco perché vogliamo arrivare a una percentuale di successo di almeno il 50%”, sottolinea Tumminello. Ma sul turismo congressuale siciliano pesa come un macigno la mancanza di infrastrutture logistiche, viarie e finanche immateriali. Basti pensare che in tutta l’isola sono appena tre le strutture congressuali di una certa ampiezza: Fiera del Mediterraneo a Palermo, Le Ciminiere a Catania e il Palazzo dei Congressi ad Agrigento. Per il resto solo strutture con pochi posti disponibili. Senza contare il caro biglietti aerei e la mancanza di collegamenti diretti con i paesi del Nord Europa potenzialmente tra i più interessati al turismo congressuale siciliano. Un mix di negatività che, nonostante il forte appeal delle bellezze naturalistiche dell’isola, fanno sì che il taglio medio degli eventi organizzati è di appena 100 partecipanti. Nei prossimi giorni il nuovo asset del SCB produrrà anche il nuovo consiglio di amministrazione ma le direttrici della strategia per i prossimi anni sembra già tracciate ed abbracceranno anche deli nuovi settori come il wending, il turismo enogastronomico ed il rafforzamento dell’azione di propaganda. Oltre ai soci, l’attività del Sicilia convention Bureau si basa anche sugli affiliati e cioè gli operatori autorizzati ad usare il marchio del SCB ed attualmente sono 130 circa. “Il nostro obiettivo”, conclude Tumminello, “è portare gli affiliati ad almeno 200 nel giro di pochissimo tempo”.

Andrea Naselli

Autore: Andrea Naselli

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