Regione: Ancisicilia “Stato di calamità istituzionale si è esteso a comuni”

“Nei comuni siciliani, nelle ultime settimane, si stanno verificando situazioni di grave disagio dovute ai troppi elementi di incertezza derivanti dall’attuazione di leggi della Regione Siciliana. Nei giorni scorsi avevamo gia’ lanciato, divulgando i dati di una nostra indagine, un allarme circa le conseguenze dell’assenza di figure apicali in diverse decine di comuni siciliani. Questo appello e’ stato raccolto dal presidente dell’Associazione nazionale, Antonio Decaro, ma non possiamo nasconderci che in Sicilia la situazione presenta criticita’ maggiori e problematiche diverse”. Cosi’ Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, che aggiungono: “Negli altri comuni italiani non si registrano, infatti, ne’ il fenomeno del precariato ne’ le difficolta’ derivanti dalle procedure collegate alle proroghe e alle stabilizzazioni in base alla legge regionale 27 del 29 dicembre 2016. Su questo, infatti, gli amministratori locali non possono accontentarsi della mancata impugnativa da parte del Governo nazionale, ma hanno bisogno di regole chiare per l’attuazione delle norme: circolari, linee guida e procedure chiaramente definite”. “I comuni del resto d’Italia – continuano Orlando e Alvano – non hanno vissuto neanche lo stallo prodotto dalla mancata attuazione in Sicilia delle norme sulla mobilita’ del personale delle ex province che, negli ultimi anni, ha impedito ai comuni, da un canto, di potere utilizzare il personale dell’ente intermedio e, dall’altro, di poter destinare le risorse, rese disponibili dai pensionamenti, per effettuare nuove assunzioni di figure professionali essenziali. In questa materia e’ utile evidenziare che i maggiori disagi sono vissuti dai sindaci dei comuni in dissesto o in piano di riequilibrio che, come e’ noto, sono soggetti ad una normativa particolare e sono tenuti a dare periodicamente conto delle incertezze e delle anomalie della normativa regionale alla Commissione Stabilita’ Finanziaria del Ministero dell’Interno”.

“A questa condizione di impossibilita’ nella gestione delle funzioni fondamentali demandate ai comuni, – precisano il presidente e il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani – si aggiunge la fase di prolungata incertezza che caratterizza, tuttora, l’attuazione della riforma delle ex province regionali siciliane. Siamo stati abituati, gia’ da qualche anno, all’assenza di figure istituzionali poste alla guida dei liberi consorzi ma e’ singolare che in questi giorni a rappresentare le ex province non vi siano neanche gli stessi commissari. Manca, di fatto, un qualunque legale rappresentante in enti che restano un punto di riferimento istituzionale per i comuni. Cosi’ come nelle citta’ metropolitane oggi manca il commissario facente funzioni del consiglio metropolitano”. “Vi e’, poi, una situazione di estrema incertezza sotto il profilo finanziario – proseguono Orlando e Alvano – che per il 2017 si prospetta anche piu’ marcata rispetto agli altri anni. Come e’ noto, infatti, la Regione siciliana ha approvato la legge per la proroga dell’esercizio provvisorio per l’anno 2017 che non mettera’ i comuni siciliani in condizione di approvare i bilanci di previsione entro il previsto termine del 31 marzo 2017”. “Anche sul fronte della gestione integrata dei rifiuti – sottolineano Orlando e Alvano – la musica non cambia: se e’ vero che recenti ordinanze prevedono il commissariamento nel caso in cui non sia stato avviato il processo di trasferimento del personale dai vecchi Ato alle Srr, ancora oggi non sono stati nominati i commissari”. “Ancora una volta – conclude il presidente Orlando – si ripropone il tema di uno stato di ‘calamita’ istituzionale’ della Regione Siciliana che oggi si e’ esteso agli enti locali. Enti in cui i sindaci, in assenza di norme chiare e in mancanza di un interlocutore istituzionale capace di definire l’attuazione delle norme da esso stesso previste, sono costretti, comunque, assumendosene direttamente la responsabilita’, a trovare soluzioni che diano risposte ai cittadini”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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