Comuni: Sondaggio Governance Poll. TRapani in coda Palermo al 30° posto

Chiara Appendino in testa, e Virginia Raggi in coda seguita solo dall’alessandrina Rita Rossa. Le strade delle due sindache-simbolo delle vittorie a Cinque Stelle nelle amministrative di giugno si divaricano sempre di piu’, almeno nella moneta instabile ma decisiva del consenso. Ma anche lontano da Torino e Roma gli amministratori scelti dalle urne della scorsa primavera portano parecchia aria nuova nel Governance Poll, la rilevazione sul gradimento riservato ai sindaci dai propri cittadini realizzato ogni anno da Ipr Marketing per Il Sole 24 Ore: dall’ottimo piazzamento di Damiano Coletta a Latina (primo sindaco non di centro-destra della citta’ dal 1993) alla risalita potente di Luigi De Magistris a Napoli, che dopo il successo rinnovato di giugno abbandona le posizioni di coda delle scorse edizioni e aggancia il gruppone che occupa il quarto posto. Tra le conferme c’e’ invece la performance di Dario Nardella a Firenze, al secondo posto dopo aver vinto l’edizione 2014 ed essere arrivato sesto nel 2015, e i risultati di Luigi Brugnaro (Venezia) e Luca Perrone (Lecce), primo e secondo lo scorso anno e oggi al quarto posto alla testa della pattuglia di centrodestra. Al terzo posto, dopo Torino e Firenze, troviamo il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. E sempre al quarto posto, ex equo, insieme a De Magistris, Coletta, Brugnaro e Perrone, si piazzano i sindaci di Salerno, Vincenzo Napoli, e Fermo, Paolo Calcinaro. Al decimo posto, i sindaci di Rieti, Monza, Bergamo e Benevento. Tra i neo-sindaci solo la Raggi sprofonda sotto il 50%. A Milano Beppe Sala si piazza al 30esimo posto con il 55% (3,3 punti in meno rispetto al risultato di Pisapia dello scorso anno), mentre a Salerno Vincenzo Napoli (quarto con il 60%) prosegue la tradizione di alti consensi inaugurata dal suo predecessore Vincenzo De Luca. Da segnalare, poi, il risultato brillante di Clemente Mastella a Benevento, che con il 59,5% di ‘si” occupa il decimo posto della graduatoria nazionale. Buono il piazzamento del sindaco di Bari, Antonio Decaro, al 25esimo posto; e del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomata’, al 26esimo posto.

Per quanto riguarda gli ultimi piazzamenti, ultima in classifica, al 104esimo posto, e’ il sindaco di Alessandria, Maria Rita Rossa. Al penultimo, 103esimo posto, troviamo la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Poi il sindaco di Trapani, Vito Damiano, al 102esimo posto. Ed i sindaci di Catanzaro, Sergio Abramo, di Foggia, Franco Lardella, di Messina, Renato Accorinti, e di Ragusa, Federico Piccitto, tutti ex equo al 98esimo posto. Poi quelli di Asti, Treviso, Livorno, Prato, La Spezia e Teramo, tutti al 92esimo posto. Per quanto riguarda gli altri comuni siciliani, il sindaco di Enna, Maurizio Antonello Di Pietro, il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ed il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, si piazzano ex equo al 71esimo posto. Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, al centro della classifica ottiene il 43esimo posto. Fa meglio il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che insieme al collega di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, si piazzano al 30esimo posto, risultando i primi tra i sindaci siciliani per gradimento. Quello misurato dal Governance Poll, secondo la rilevazione del il Sole 24 Ore, non e’ un consenso elettorale, perche’ alla domanda posta ai cittadini dei diversi Comuni manca ovviamente il confronto con gli altri possibili candidati. Le risposte, piuttosto, misurano il gradimento ottenuto dalla figura del sindaco, in un mix variegato di elementi in cui non e’ possibile distinguere i fattori emotivi e d’immagine da quelli piu’ sostanziali dell’azione amministrativa. La stessa miscela, del resto, guida poi le scelte degli elettori, ma quando si parla di Comuni la politica deve fare i conti con la qualita’ della vita quotidiana offerta dalla citta’. Anche questo elemento spiega la forbice che si apre fra i risultati medi di Nord e Sud: in generale, gli italiani delle citta’ confermano la sufficienza piena per i propri sindaci, anche se con una frenata dal 54,8% di consensi dell’anno scorso al 53,5% di quest’anno, ma i primi cittadini del Mezzogiorno si fermano in media al 52%, due punti sotto quelli del Nord. Dal punto di vista di partiti e movimenti, secondo la rilevazione del il Sole 24 Ore, le novita’ piu’ importanti si incontrano dalle parti dei Cinque Stelle, che oltre a rappresentare l’alfa e l’omega della graduatoria di quest’anno vedono piazzarsi al terzo posto un loro ex esponente. Si tratta del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che incassa una netta crescita di consenso (nella scorsa edizione era 49esimo) nell’anno del braccio di ferro con il Movimento, abbandonato a ottobre dopo la sospensione di maggio: a incendiare la contesa era stata l’indagine (poi archiviata a stretto giro) per abuso d’ufficio nelle nomine al Teatro Regio, che ha rappresentato in realta’ il casus belli per sancire una rottura gia’ maturata sull’onda delle critiche crescenti mosse da Pizzarotti alle modalita’ di gestione del Movimento targate Grillo-Casaleggio. Ma e’ l’accoppiata Torino-Roma a offrire gli spunti piu’ importanti per i grillini, in una distanza siderale che inverte il risultato delle urne, a suo tempo piu’ generose con Raggi che con Appendino, e misura nel modo piu’ evidente la differente condizione delle due citta’ oltre che delle due giunte. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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