Piano industriale Unicredit: First Cisl “In Sicilia occorrono nuove assunzioni”

 

Presentato oggi il nuovo piano industriale di Unicredit, denominato ‘Transform 2019’ che  prevede un sostanziale miglioramento della struttura di capitale del gruppo. E’ previsto un aumento di capitale in opzione da 13 miliardi di euro, da sottoporre all’approvazione di un’assemblea straordinaria degli azionisti convocata per il 12 gennaio 2017.

Non è previsto nessun pagamento di dividendi per il 2016, con una politica di distribuzione dei dividendi cash per gli anni successivi del 20-50%. A ciò si aggiungono le cessioni già concordate dell’intera partecipazione in Pekao e Pioneer, oltre alla cessione già finalizzata dell’Ucraina e della partecipazione di UniCredit del 30% in Fineco.

Sul fronte del personale il piano industriale di Unicredit prevede ulteriori 6.500 esuberi netti entro il 2019, per una riduzione totale netta di circa 14.000 unità entro il 2019. Gli esuberi previsti in Italia sono 3.900 che si vanno ad aggiungere agli altri 5.600 del vecchio piano industriale per un totale di 9.400. Prevista la chiusura anche di 800 filiali. In pratica Unicredit chiuderà nel nostro Paese una filiale su quattro.

 

“ Non conosciamo in dettaglio i numeri che riguardano la Sicilia – afferma Gabriele Urzì della Segreteria Nazionale FIRST CISL del Gruppo Unicredit e componente della delegazione trattante – e ci riserviamo una valutazione compiuta nei prossimi giorni appena ne saremo in possesso, ma è ragionevole pensare che almeno un 10/15% dei tagli del personale (in Sicilia l’età media dei dipendenti è elevata) e delle dipendenze si registrerà nell’Isola. Unicredit ha circa 360 filiali in Sicilia e poco piu’di 4.000 dipendenti nell’Isola. Ci preoccupa molto la riproposizione della ricetta dei tagli, che ha caratterizzato anche i precedenti piani industriali. Le riduzioni dei costi devono partire dalle tante, troppe consulenze esterne dalle spese legali e da operazioni di marketing superflue. E’ indispensabile, inoltre, garantire adeguate tutele al personale in esubero, e  un turn over di personale con delle assunzioni che in Sicilia non avvengono da oltre dieci anni. Fa sorridere amaramente sentire parlare di digitalizzazione e pensare di non immettere nuove risorse a sostegno di tale trasformazione o destinarle solo ad alcune aree di questo paese”

Autore: Economia Sicilia

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