Ars: Fazio “Non ci sto a passare per chi vuole cementificare coste”

“Non ci sto a passare per quello che vuole cementificare le coste siciliane. Non ci sto ad essere considerato, come qualcuno ha pesantemente alluso, portatore di interessi oscuri, tessitore di trame di illegalita’, sostenitore di volonta’ altrui per biechi interessi elettoralistici. Non ci sto ad immolarmi sull’altare dell’ipocrisia che anche lei, con le sue autorevolissime dichiarazioni, ha contribuito ad erigere, e non saro’ e non vorro’ essere l’agnello sacrificale dell’ambientalismo di maniera che agita la parola sanatoria come fosse una clava ma che non ha letto una riga della mia proposta normativa, ne’ della relazione che ne illustra la ratio”. E’ quanto si legge in una lettera inviata al ministro per l’Ambiente, Gian Luca Galletti, dal deputato regionale Girolamo Fazio, primo firmatario dell’emendamento (articolo 14 bis) relativo alle “Costruzioni nella fascia dei 150 metri dalla battigia, utilizzo delle abitazioni ed immobili abusivi”, presentato nell’ambito del ddl 841 di recepimento in Sicilia del testo unico in materia di edilizia e dichiarato inammissibile dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone. “Non si tratta – sottolinea il parlamentare – di una sanatoria tout court, ma di un tentativo di porre rimedio alla stratificazione di errori e superficialita’ causata dalla classe politica della Sicilia in quaranta anni di produzione di norme urbanistiche confuse”. “C’e’ chi ha addirittura accostato il mio nome e la mia iniziativa ai torbidi interessi della mafia – aggiunge Fazio -. Qualcuno lo ha anche scritto, in alcuni degli articoli usciti in questi giorni, accostando il mio nome a ricostruzioni a dir poco fantasiose. La mia storia personale dice cose ben diverse. La mafia io l’ho combattuta e la combatto ogni giorno. L’ho fatto da imprenditore, da avvocato, da sindaco”.

“Riguardo alle vicende di questi giorni e gli abbattimenti – puntualizza -. Non v’e’ dubbio che quanto sta accadendo a Licata ed in altre parti della Sicilia, e’ inevitabile. Io stesso, fossi stato sindaco, come lo sono stato, non avrei avuto altre alternative che eseguire gli abbattimenti”. “Quella da me proposta – ribadisce Fazio – non e’ una sanatoria, una sorta di pietra tombale su ogni abuso. Intanto perche’ viene posto un limite di tipo cronologico, che e’ il 10 agosto 1985 data del recepimento in Sicilia della sanatoria nazionale del 1985. Quindi per essere chiari: tutto cio’ che e’ stato costruito dopo tale data va irrimediabilmente abbattuto come disposto da ordinanze e sentenze della magistratura. Non vengono riaperti termini di sanatoria, ma semplicemente si consente eliminando il divieto contenuto nella legge regionale 37/85 di regolarizzare la posizione a chi la sanatoria l’ha gia’ presentata a suo tempo. In termini pratici, questo emendamento, non coinvolge l’intero patrimonio edilizio abusivo delle coste siciliane, ma verosimilmente solo un 5% per cento”. “La mia iniziativa – aggiunge – e’ un tentativo di mettere ordine. Non credo che sia il migliore in assoluto, forse altri vorranno e potranno fare meglio. Certo e’ che non potevo starmene zitto, avendo constato quale forma di iniquita’ si stata esercitata verso alcuni cittadini siciliani, vittime di una stratificazione normativa che non tiene conto delle circostanze che si sono sovrapposte negli anni, e le cui finalita’ a cui avrebbe dovuto tendere la legge ne ha invece ucciso lo spirito facendo divenire la norma, in taluni casi, una forma di suprema ingiustizia”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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