Frodi creditizie: oltre 2 mila casi rilevati in Sicilia nel 2015

Le frodi creditizie perpetrate attraverso furto di identita’ – con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – rappresentano un fenomeno criminale di dimensioni piu’ che preoccupanti tanto che l’ultima edizione dell’Osservatorio realizzato da CRIF stima che nell’intero anno 2015 i casi verificatisi nel nostro Paese siano stati 25.300 e abbiano determinato una perdita economica superiore ai 172 milioni di Euro, con una crescita dell’importo medio frodato. Per quanto riguarda la Sicilia, nel corso del 2015 sono stati rilevati 2.025 casi con un importo medio pari a 5.798 Euro. Il maggior numero di frodi e’ stato registrato in provincia di Palermo, con 597 casi e un importo medio frodato pari a 4.863 euro, seguita a ruota da Catania, con 489 casi. E’ stata invece la provincia di Ragusa ad aver fatto segnare la crescita piu’ consistente rispetto al 2014, con un +32,9%. Per quanto riguarda l’importo medio frodato, la provincia di Agrigento ha fatto segnare il valore piu’ elevato in regione, pari a 9.387 Euro.

“Oltre al fatto che le frodi rimangono un fenomeno che non conosce crisi, l’evidenza che emerge dall’analisi CRIF relativa all’anno 2015 e’ senza dubbio la fantasia dei criminali che, all’innalzarsi dei sistemi di sicurezza, rispondono cercando sempre nuovi modi per raggiungere i loro obiettivi – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea MisterCredit di CRIF -. Molti dei nostri dati personali sono accessibili sul web e i criminali possono trovarli facilmente, grazie ad attacchi informatici e furti di dati dai social network, sono infatti notizie recenti i furti di password degli account Twitter e LinkedIn. Con l’avvicinarsi dell’estate inoltre, si intensificano le truffe legate alle vacanze, con molte persone che rispondono ad annunci apparentemente vantaggiosi, fornendo persino copie dei propri documenti senza pensare che possano finire in mani truffaldine. Esiste poi il fenomeno del furto di identita’ riguardante cambiali e assegni emessi a nome altrui, commessi falsificando la firma di assegni smarriti o rubati al titolare, oppure aprendo un conto corrente a suo nome per emettere assegni. In entrambi i casi l’assegno che non puo’ essere incassato viene protestato, con conseguenze pesanti per la vittima.” La distribuzione delle frodi a livello nazionale evidenzia come la maggioranza delle vittime, il 64,1% del totale per la precisione, siano uomini, con le donne che registrano una leggera diminuzione rispetto al 2014 (-4,7%).

Autore: Economia Sicilia

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