Banche, Unimpresa: imprese e famiglie non vedono tagli tassi Bce

(askanews) –  I tagli al costo del danaro operati dalla Bce non hanno effetti positivi per chi fa domanda di prestiti: “I banchieri dicono che il cavallo non beve? Ma l’acqua offerta e’ avvelenata”. Lo sostiene il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, in un comunicato su alcune analisi condotte dall’associazione. Secondo Unimprese i tassi di interesse praticati dalle banche per i prestiti erogati a famiglie e imprese possono sfiorare il 25%. L’abbassamento del costo del denaro deciso dalla Bce non ha effetti positivi allo sportello. Per gli scoperti di conto corrente si supera il 24% e per gli sconti commerciali delle fatture si arriva fino al 16%. Per i mutui si puo’ arrivare fino a quasi il 9%, per il credito al consumo si sfiora il 20%. Cifre fornite dal Centro studi Unimpresa che ha analizzato i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze relativi alla determinazione della soglie d’usura. Quanto alle aziende, si legge, gli anticipi e gli sconti commerciali vengono concessi con tassi medi al 9,72% (fino a 5mila euro), al 7,76% (da 5mila euro a 100mila euro) e al 4,80% (oltre 5mila euro); la soglia d’usura e’ rispettivamente fissata al 16,15%, 13,70%, 10,00%. Per il factoring (cessione dei crediti) sono stati registrati tassi medi al 5,54% (fino a 50mila euro) e al 3,75% (oltre 50mila euro), con la soglia d’usura rispettivamente all’10,92% e all’8,68%

Autore: Economia Sicilia

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