Vino, in Italia nel 2017 ci saranno 12 milioni di enoturisti

(askanews)  Una spesa enoturistica di 2,5 miliardi di euro condivisa tra cantine e territori, ma anche forti limitazioni alla crescita per mancanza di finanziamenti pubblici ad hoc e progetti pubblico-privati d’ampio respiro per far decollare un mercato, quello dell’enoturismo, che potrebbe creare piu’ occupazione, piu’ benessere e qualita’ ambientale. E’ quanto emerso dal XII Rapporto sul Turismo del Vino, presentato oggi alla Bit, realizzato dall’associazione Citta’ del Vino e dall’Universita’ di Salerno, che anticipa anche la nuova alleanza tra la rete dei 450 Comuni italiani a vocazione vitivinicola e il Movimento Turismo del Vino grazie a un protocollo d’intesa che consentira’ alle due associazioni di intervenire in modo coordinato e condiviso su vari aspetti che riguardano lo sviluppo dell’enoturismo. Se la maggioranza delle cantine italiane deve infatti perfezionare i servizi e l’offerta d’accoglienza, anche con una formazione professionale tuttora carente, i servizi dei Comuni sono percepiti appena ‘sufficienti’ dalla meta’ del campione, a parte i casi d’eccellenza; tutto questo in un periodo di tagli e difficolta’ di gettito per gli enti locali, sui quali pesa anche il recente stop all’imposta di soggiorno per quei Comuni che non l’avevano introdotta prima della manovra finanziaria 2016. Il dato del campione considerato dal rapporto, se proiettato a livello nazionale, lascerebbe supporre per il prossimo anno di toccare il tetto di 12 milioni di visite enoturistiche. Dal generale al particolare, crescono nel 2015 gli arrivi rispetto al 2014, nonostante le criticita’ ricordate, ma l’enoturismo continua a non essere una destinazione per tutti: le ‘barriere architettoniche’, infatti, impediscono l’accesso ai luoghi del vino ai disabili nel 51,61% dei casi. Va peggio per i ristoranti delle aziende, ‘proibiti’ a 7 disabili su 10. Colpisce anche la percezione degli operatori del settore sul mancato effetto Expo, considerato ‘troppo milanocentrico’ e con scarse ricadute sui territori, in particolare i piu’ periferici: oltre 8 cantine su 10 non hanno registrato benefici in termini di arrivi e visibilita’ dall’Esposizione Universale. Nel 2014 nelle cantine intervistate sono state registrate 118.047 ‘visite enoturistiche’, nel senso che la stessa persona puo’ aver visitato piu’ cantine e anche la stessa cantina piu’ volte nell’anno. Tale numero di arrivi ha prodotto un fatturato aziendale di 2.372.188 euro. La degustazione e’ gratuita nel 65,38% dei casi nel 2014 e nel 68,18% dei casi nel primo semestre 2015. Per le degustazioni a pagamento, la maggioranza delle cantine prevede un ‘biglietto’ dai 5 a 10 euro a persona. Il dato del campione proiettato a livello nazionale lascerebbe quindi supporre 11.804.700 ‘visite enoturistiche’ e una stima di fatturato di 237.218.800 euro. Nel primo semestre 2015 sono stati registrati 73.804 arrivi e un fatturato relativo di 1.398.410 euro (stima nazionale: 7.380.400 di visite enoturistiche nel primo semestre, con 139.841.000 di euro di fatturato, e 14.760.800 visite enoturistiche in tutto il 2015, per una stima di fatturato aziendale di 279.682.000 euro)

Autore: Economia Sicilia

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