Pesca: Catnia, i problemi del Mediterraneo al centro di una due giorni

I problemi della pesca nei Paesi del Mediterraneo sono al centro della due giorni sullo stato degli stock ittici e sulla Politica Comune che si e’ aperta oggi a Catania. L’iniziativa, organizzata dalla Commissione Europea, dal Mediterranean Advisory Council e dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, vede riuniti ministri, scienziati e ambientalisti. Presente anche il Commissario europeo per l’Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca, Karmenu Vella, per la prima volta in Italia in visita istituzionale. A fare gli onori di casa, il sottosegretario alle Politiche Agricole, con delega alla Pesca, Giuseppe Castiglione: “E’ un grande privilegio per noi ospitare questo seminario di alto livello; metteremo insieme studiosi, ricercatori e stakeholder della pesca non solo per affrontare l’emergenza Mediterraneo e stock ittici, ma soprattutto per programmare, pianificare e poter attuare la nuova Politica Comune della Pesca basata sulla sostenibilita’ ambientale, e nei nostri territori, anche economica e sociale. Pensare che i pescatori siano inconsapevoli della necessita’ di conservazione e di migliore gestione del mare e’ senza dubbio ingeneroso: i nostri pescatori sono i veri tutori del mare! Puntiamo piuttosto a contrastare la pesca illegale. C’e’ da affrontare questa nuova stagione con piani di gestione pluriennale che non guardino solo alle nostre acque ma affrontino i temi del Canale di Sicilia e dell’Adriatico con il metodo della condivisione tra tutti i paesi, affinche’ la pesca diventi un fattore di sviluppo reale”.

“Bisogna cogliere le opportunita’ offerte dal FEAMP, fondo europeo per la politica marittima e della pesca per il periodo 2014-2020 – ha aggiunto Castiglione -. E’ stato stanziato un miliardo di euro per investimenti, ricerca e innovazione”. Per il commissario Vella “la due giorni mira principalmente a conoscere i problemi del settore e a cercane le soluzioni. Noi – ha sottolineato nel suo intervento – non sappiamo ancora abbastanza sugli stock ittici del Mediterraneo, la meta’ dei pesci non e’ neanche registrata, ma questo non deve impedirci di fare qualcosa. I pescatori europei dipendono da questi stock che sono condivisi con i paesi extraeuropei vicini, con cui intendiamo dialogare”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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