Confindustria: evasione fiscale blocca lo sviluppo, in fumo 122,2 mld

A livello europeo l’unica stima disponibile del gettito evaso è fornita per l’Iva dalla Commissione europea ed è realizzata sulla base di una metodologia simile a quella utilizzata dal Csc. Il confronto tra paesi pone l’Italia al primo posto per gettito evaso, in valore assoluto: sono sottratti al fisco 47,5 miliardi (dato riferito al 2013 e pari al 2,9% del Pil), in aumento rispetto ai 45,2 miliardi registrati nel 2012 (Tabella 2.2). In rapporto al gettito teorico, il tax gap dell’Italia raggiunge il 33,6% (dal 32,0% nel 2012) ed è secondo solo a quello della Grecia (34,0%), è il doppio di quello della Spagna (16,5%), tre volte quello della Germania (11,2%) e quasi quattro volte quello della Francia (8,9%).

L’evasione fiscale, secondo Confindustria, “penalizza l’equità, distorce la concorrenza, viola il patto sociale, peggiora il rapporto tra cittadini e Stato e riduce la solidarietà”. La lotta all’evasione, dunque, “è parte integrante e imprescindibile di un coerente programma di risanamento anche morale e di rinascita strutturale dell’economia italiana. È essa stessa una riforma in sé”, conclude il Csc.

Roma, 16 dic. (askanews) – L’evasione fiscale “blocca lo sviluppo economico e civile”. In Italia ammonta a 122,2 miliardi di euro nel 2015, pari al 7,5% del Pil. A calcolarlo è il Centro Studi di Confindustria che stima in un 3,1% di maggiore Pil e in oltre 335mila occupati aggiuntivi il beneficio del dimezzamento dell’evasione accompagnato dalla restituzione ai contribuenti, attraverso l’abbassamento delle aliquote, delle risorse riguadagnate all’erario.

Autore: Economia Sicilia

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