Università: Giannini “Medicina a Ennaè fuorilegge”

“Non sono stata invitata…”. Cosi’, in una intervista a La Sicilia, il ministro della Pubblica istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Stefania Giannini, in merito all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Universita’ rumena “Dunarea de Jos” di Galati, che si tiene proprio oggi ad Enna, in concomitanza con la sua visita a Catania. “Senza entrare in polemiche inutili – spiega – che non fanno bene a nessuno: io faccio riferimento a un semplice principio dello Stato di diritto, che prevede, nel nostro Paese come in tutti quelli europei, una cosa semplice. Ovvero che chi ritiene di portare una nuova universita’ e una nuova proposta formativa magari di grande qualita’ si deve sottoporre a una valutazione di quel sistema nazionale. Non e’ nulla di straordinario, non c’e’ niente di eccezionale”. Ma il fatto che sia un’universita’ accreditata nel suo Paese non e’ sufficiente? “Sinceramente non ho elementi di comparazione- aggiunge -, ritengo che valgano anche li’ delle regole piuttosto rigorose. Ma il punto non e’ questo: noi siamo un Paese che ha un sistema universitario sottoposto a criteri piu’ che decennali e legati anche al valore legale del titolo di studio. Si potra’ decidere di cambiarle, ma oggi le regole sono queste. Esistono esempi eccellenti di nuove proposte accademiche che hanno passato tutto l’iter di valutazione. Non e’ un fattore secondario”.

Perche’ se tutti possono aprire dappertutto, si crea un precedente rischioso. “Ripeto: a oggi questa e’ la legge nazionale – sottolinea il Ministro -. Che impone il rispetto di criteri trasparenti condivisi, a tutela della qualita’ dell’istruzione, ma nel caso in questione mi permetto di aggiungere anche a tutela di un bene prezioso come la salute. Certamente, se un’iniziativa si fa fuori dalle normali procedure c’e’ il sospetto che non abbia le carte in regola”. Dunque: Medicina a Enna e’ fuorilegge. “Si’ – risponde il ministro Giannini -. Per quello che riguarda la garanzia di qualita’, questa iniziativa si pone completamente fuori dalla legge, dai binari chiari e trasparenti che riguardano tutti gli atenei, statali e non statali. E noi abbiamo il dovere di tutelare il sistema universitario siciliano e nazionale”. Tanto piu’ che a Enna la magistratura ha acceso i riflettori su aspetti che non riguardano solo l’arrivo dei romeni… “Non voglio entrare in questioni che non riguardano il ministero, ma eventualmente la magistratura…”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

Condividi questo articolo su
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com