Camera, diventa legge con 277 sì la “Buona Scuola” del governo Renzi

Il prossimo anno scolastico partirà “con regolarità a settembre”, ha subito rassicurato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, replicando così alle critiche e alle previsioni negative dei sindacati. “Abbiamo superato la supplentite che ha afflitto per decenni la scuola italiana”, ha aggiunto Giannini, incontrando i giornalisti alla Camera.

Con i 277 voti dell’ultimo passaggio parlamentare, la riforma della scuola resta, tra i cavalli di battaglia del governo Renzi, comunque la meno votata. Già lo scorso 20 maggio in occasione della seconda lettura del testo a Montecitorio, era stato raggiunto il record negativo con soltanto 316 sì, gli stessi ottenuti per esempio dal Jobs act a novembre 2014. Oggi il consenso si è assottigliato ancora.

Alla maggioranza, che sulla carta può contare su circa 395 voti, ne sono mancati più o meno 120. Innanzitutto i voti di 5 deputati Pd che hanno votato contro il ddl ma a pesare è soprattutto il boom di assenze: 75 dem (36 in missione e 39 non partecipanti al voto) di cui 24 ribelli. Assenti anche 12 deputati di Area Popolare, 8 di Per l’Italia-Centro democratico, 11 di Scelta Civica, 4 del Misto.

Durante la dichiarazione di voto di Annalisa Pannarale, su banchi dei deputati di Sel erano comparsi dei cartelli con la scritta “Oxi alla buona scuola di Renzi”, realizzati con i colori della Grecia, per protestare in aula contro la riforma Giannini. Ma anche tra le file del Partito democratico c’è stato chi ha espresso dissenso. Il piddino Filippo Fossati ha annunciato in aula alla Camera di non aver votato il ddl scuola. “Spiace che non si sia ascoltato il mondo della scuola e fatto dei miglioramenti al testo”, ha detto. “E’ stato tutto compresso in un maxiemendamento. La procedura di assunzione – ha spiegato – lascia indietro troppi insegnanti, dà il via libera al finanziamento pubblico attraverso il mecenatismo di chi se lo può permettere, lascia aperto un conflitto pesante con il mondo della scuola”.

“Questo ddl – ha concluso Fossati – mette in discussione non la legittimazione di un partito ma l’intera funzione di rappresentanza democratica. Per questo per tenere un filo con quel mondo io e altri colleghi non voteremo questo provvedimento”.

Tra i punti salienti della “Buona Scuola”, spiccano circa 107 mila assunzioni di precari, premi per i prof meritevoli, nuovi poteri del preside che può
chiamare direttamente i docenti a insegnare nella propria scuola, school bonus e carta dello studente oltre all’alternanza scuola-lavoro: gli istituti tecnici e professionali offriranno agli studenti almeno 400 ore nell’ultimo triennio, in attività da svolgere in azienda o presso strutture pubbliche; potranno essere svolte anche nei periodi di sospensione delle attività didattiche.

Roma, 9 lug. (askanews) – La “Buona Scuola” targata governo Renzi ha l’ok del Parlamento e diventa legge. Il via libera definitivo alla riforma della scuola è arrivato dalla Camera dei deputati con 277 sì e 173 no. Gli astenuti sono stati invece 4. A favore del provvedimento si sono espressi Pd, Ap e Scelta civica.

Autore: Economia Sicilia

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