Stile opposto a Varoufakis. Ecco chi è Tsakalotos

 (askanews) – Laurea in Politica, Filosofia ed Economia ad Oxford nel 1989, profilo discreto, toni moderati, gran lavoratore: Euclid Tsakalotos, nominato nuovo ministro delle Finanze greco, è descritto da molti come “l’esatto opposto” dell’effervescente precedessore Yanis Varoufakis, che ha annunciato le sue dimissioni stamane nel nome di una più facile ripresa dei negoziati con i creditori internazionali. In realtà, Tsakalotos, nato a Rotterdam, oggi 55enne, come Varoufakis è un accademico con formazione all’estero e non sarebbe così estraneo alla retorica anticapitalista che ha reso il ministro che si è dimesso inviso a tanti interlocutori internazionali. Ma lo stile è decisamente diverso. Solo ieri, Varoufakis ha parlato dei creditori come “terroristi”: difficile pensare che oggi o domani si potesse presentare senza problemi attorno a un tavolo di trattative internazionali e forse Varoufakis si è voluto togliere un ultimo sassolino dalla scarpa, sapendo che oggi avrebbe dovuto lasciare. Ora tocca a Tsakalotos. Economista noto all’elite politica di Westminster, i quotidiani britannici descrivono il nuovo capo delle Finanze elleniche come “il ministro ombra” sino ad oggi. Insomma, la sua nomina sarebbe un’ufficializzazione di una realtà già rodata nelle settimane scorse, da quando – era fine aprile – Varoufakis era stato de facto commissariato dal premier Tsipras, che gli aveva affiancato l’allora viceministro per le Relazioni Economiche Internazionali, che oggi assume le redini delle Finanze. Contrariamente a Varoufakis – e questo è un fatto – non è un outsider rispetto a Syriza, nelle cui fila milita da quasi un decennio. E’ stato deputato nel parlamento di Atene dal 2012, tuttavia viene considerato più un accademico prestato alla politica che un politico al lavoro in economia. Autore o co-autore di sei libri, l’ultimo l’ha pubblicato nel 2012, già alla ricerca del bandolo della matassa nella complicatissima crisi greca, con il suggestivo titolo “Il crogiuolo della resistenza: Grecia, Eurozona e la Crisi economica mondiale”. La teoria che guida il ragionamento è che il suo Paese stia pagando non solo il prezzo di turbolenze economiche, ma di una crisi di democrazia nell’eurozona. Detto questo, il nuovo ministro delle Finanze greco è un convinto difensore della necessità di tenere la Grecia nella moneta unica. E di cercare soluzioni “con sapore internazionale”.

Autore: Economia Sicilia

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