Crisi: Bankitalia “Tarda ripresa in Sicilia, dal 2008 crollo 15% Pil”

La crisi si attenua ma la Sicilia resta nel tunnel della recessione. Anche il 2014 si e’ rivelato un anno complicato per l’economia dell’Isola: disoccupazione al 22,2%, altri 13 mila posti di lavoro persi e un tasso d’occupazione al 39% (il piu’ basso d’Italia). Diminuiscono gli investimenti delle aziende e i redditi dei cittadini, calano sensibilmente le esportazioni. Il Prodotto interno lordo dal 2008 ha perso il 15%, il 2% nel solo 2014: in fumo 12 miliardi di euro. Bene agroalimentare (+5,3%) e turismo (+8,8 arrivi, +6,1% presenze), quest’ultimo sospinto nuovamente dagli italiani in vacanza nell’Isola, torna ad aumentare. Nel complesso, un quadro ancora negativo e allora non resta che appigliarsi al fatto che quantomeno la caduta sia in fase di attenuazione: se, infatti, il numero degli occupati in Sicilia cala ancora (-1%), qualche segnale incoraggiante arriva dal quarto trimestre dello scorso anno, dove – dopo 14 trimestri di segni meno – si e’ registrato un aumento dell’1,6%. Sono questi i dati piu’ significativi emersi nel consueto rapporto “Economie regionali” presentato questa mattina dalla Banca d’Italia nella sede palermitana di via Cavour. La fase di recessione che interessa la Sicilia dal 2008 e’ costata complessivamente il 15% del Prodotto interno lordo, il 2% nel solo 2014. Bruciati in totale circa 12 miliardi di euro.

“Siamo al settimo anno consecutivo di recessione, c’e’ un ritardo nell’arrivo della ripresa economica, anche se la crisi sta avendo un’intensita’ minore – ha spiegato il direttore, Antonio Cinque, nel corso del briefing con la stampa -. Se lo scorso anno si poteva parlare di una Sicilia regione in crisi all’interno di un Paese in difficolta’, quest’anno possiamo definire ancora la Sicilia una regione in difficolta’ ma in un contesto nazionale in ripresa”. Nell’industria si sono ulteriormente ridotti gli investimenti, e i settori che vanno peggio sono le costruzioni (-6,6%, complice la riduzione, pari al 27,5%, dell’importo complessivo dei bandi di gara per opere pubbliche) e in parte il manifatturiero, dove le imprese contattate da Bankitalia, circa 100 in tutta l’Isola, “ci hanno detto che il 2014 e’ stato un anno difficile, con un saldo negativo tra ripresa e calo del fatturato – ha sottolineato Giuseppe Ciaccio della Divisione analisi e ricerca economica territoriale della sede palermitana -. Le previsioni per il 2015 sono moderatamente positive, ci si attende che l’onda lunga della ripresa nazionale possa arrivare nella regione durante l’anno”. Ma continua a essere il lavoro che non c’e’ il piu’ grosso problema della Sicilia: seppur con ritmi meno galoppanti, diminuisce ancora nel 2014 il numero degli occupati (-1%), per un totale di 13 mila unita’, in linea con quanto avvenuto per il Mezzogiorno (-0,8%) e a fronte di una crescita a livello nazionale dello 0,4%.

Il tasso di disoccupazione e’ aumentato dell’1,2% rispetto all’anno precedente, attestandosi al 22,2%. Peggio fa soltanto la Calabria. Il dato meridionale e’ stato del 20,7%, quello nazionale del 12,7%. Tasso di occupazione al 39%. Al calo hanno contribuito tutti i settori economici con l’eccezione dell’industria che ha fatto registrare un aumento del numero degli addetti pari al 2%. I risultati peggiori hanno riguardato l’agricoltura e le costruzioni, rispettivamente -6,7% e -6,5%, un calo che si e’ concentrato nella componente del lavoro dipendente. L’occupazione e’ diminuita esclusivamente per gli uomini (-1,8%), a fronte di una crescita di quella femminile dello 0,6%. Le ore autorizzate di Cassa integrazione sono diminuite, rispetto al 2013, dell’8,4%: il calo riguarda sia la componente ordinaria (-29,6%), sia quella in deroga (-23,4%), mentre le ore di Cig straordinaria sono aumentate del 17,4%. Rispetto al 2013, il numero di siciliani in cerca di occupazione e’ salito di oltre 22 mila unita’ e le persone in cerca di un impiego da almeno 12 mesi sono aumentate del 13,3%. Accentuati i flussi migratori verso le regioni del centronord e verso l’estero tra i siciliani piu’ istruiti e quelli tra i 25 e i 34 anni. Giu’ i redditi, diminuita drasticamente la capacita’ di spesa, in Sicilia – stima Bankitalia citando l’indagine Eu-Silc – le persone che nel 2013 potevano essere definite povere o socialmente escluse secondo la definizione adottata nell’ambito della Strategia Europa 2020 erano pari al 55,3% della popolazione, +7,7% rispetto all’indagine del 2008.

Nel 2014 non vi e’ stato un aiuto della domanda estera. Le esportazioni si sono ridotte, con un calo del 13,9%, un dato similare al 2013 dove pero’ il calo si concentrava sul petrolio, mentre gli altri comparti erano in crescita. Lo scorso anno, invece, il calo dell’export e’ stato generalizzato, con l’esclusione dell’agroalimentare (+5,3%). Riduzioni consistenti per sostanze e prodotti chimici (-24,2%), apparecchi elettronici (-18,2%) e articoli farmaceutici (-51%). I flussi turistici hanno invece mostrato una crescita decisa: si e’ rafforzata infatti la dinamica positiva della spesa degli stranieri e, dopo 4 anni, i pernottamenti di italiani sono tornati ad aumentare (+10%). Gli andamenti migliori hanno riguardato le province della Sicilia orientale. Segno piu’ nel mercato immobiliare (+1,4%) grazie al numero di compravendite, in particolare nei comuni capoluogo. In Sicilia “e’ proseguita la riduzione dei prestiti bancari all’economia, -1,8%, nonostante le condizioni di offerta del credito abbiano manifestato segnali di distensione sotto l’impulso della politica monetaria espansiva della Bce – osserva Bankitalia -. Le famiglie hanno ripreso a chiedere mutui per finanziare gli acquisti di immobili; la domanda di credito da parte delle imprese, che registrano ancora un basso livello di attivita’ e una scarsa propensione a investire, e’ rimasta debole”. In aumento la rischiosita’ dei prestiti alle imprese, con il flusso delle nuove sofferenze in rapporto ai prestiti che ha raggiunto il valore piu’ elevato dall’inizio della crisi, soprattutto per effetto del peggioramento della qualita’ del credito nel settore delle costruzioni e nei servizi. Invariato il flusso per le famiglie, mentre i depositi bancari sono aumentati. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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