Mutui, i siciliani lo preferiscono variabile. Report Tecnocasa

 

Gli istituti di credito erogano mutui ipotecari per svariati motivi, pertanto si è preferito aggregarli in categorie, secondo la seguente suddivisione:

  • Acquisto: finanziamento acceso allo scopo di acquistare un immobile, specificando se si tratta di compravendita di prima casa o di seconda casa.
  • Sostituzione e surroga: l’oggetto del contratto non è una compravendita, in quanto si richiede un altro mutuo per migliorare le condizioni economiche del primo o per ottenere altro denaro.
  • Costruzione e ristrutturazione: finanziamenti richiesti per provvedere in autonomia alla realizzazione della propria abitazione oppure all’acquisto della casa e alla sua successiva ristrutturazione.
  • Liquidità: finanziamento concesso per motivazioni diverse da quelle dell’acquisto dell’abitazione, a fronte di garanzie patrimoniali.
  • Altro: categoria residuale che include tutte le finalità non rientranti nelle tipologie precedenti (consolidamento, acquisto di spazi non residenziali, ecc.)

L’acquisto della prima casa è, come logico aspettarsi, la motivazione principale per la quale si sottoscrive un mutuo e rappresenta poco più dei due terzi del totale delle richieste, mentre chi vi fa ricorso per comprare una seconda casa incide solo per il 2,8%. Da segnalare le sostituzioni e le surroghe, che raccolgono il 9% e sono più del doppio del dato nazionale. Il 4,2% dei siciliani ha necessità di liquidità e solo il 3,5% richiede un finanziamento con la finalità di costruzione e ristrutturazione.

TIPOLOGIA DI MUTUO

Gli istituti di credito erogano molteplici prodotti ipotecari, che in questa analisi sono stati raggruppati come segue:

  • Tasso variabile: prevede una rata collegata nel tempo ad un tasso di riferimento (solitamente l’Euribor, oppure il tasso BCE) e ogni variazione positiva o negativa di tale tasso si traduce automaticamente in un aumento o in una diminuzione della rata.
  • Tasso variabile con CAP: ha le stesse caratteristiche del tasso variabile puro, ma con l’opzione di avere un tetto massimo (definito in fase di stipula del contratto) che il tasso non può superare.
  • Tasso fisso: la rata non varia durante l’operazione in quanto il tasso applicato è definito nel momento in cui viene sottoscritto il contratto in funzione del parametro di riferimento (generalmente il tasso EurIRS).
  • Tasso misto: prevede un mutuo flessibile perché offre la possibilità al mutuatario di passare da una rata a tasso fisso ad una a tasso variabile, o viceversa, a scadenze predefinite al momento della stipula del contratto.
  • Rata costante: mutuo a tasso variabile con rata costante, in cui le variazioni del tasso di riferimento determinano la durata del rimborso del mutuo.

Le dinamiche degli indici di riferimento evidenziano tassi che hanno raggiunto nuovamente valori storicamente minimi e un costo del prodotto (spread) medio più contenuto rispetto agli anni passati. In questo contesto due terzi dei soggetti finanziati in Sicilia hanno optato per mutui a tasso variabile, mentre chi ha scelto il tasso fisso incide per il 20,1%. Questi dati sono molto diversi rispetto a quanto riscontrato a livello nazionale, dove le due tipologie rappresentano rispettivamente il 41,3% e il 39,1%. Da segnalare una buona componente di mutui a rata costante, che in regione pesano per il 13,2% (a fronte del 17,8% a livello nazionale). Marginale quella di mutui a tasso fisso, che infatti sono solo lo 0,7% del totale.

DURATA DEL MUTUO

A livello nazionale la durata media del mutuo è stata di circa 24 anni e mezzo e il 70,9% dei finanziamenti ha una durata compresa tra 21 e 30 anni. La durata media dei mutui in Puglia è di un anno inferiore rispetto al dato nazionale, le duration più elevate rappresentano il 61,1% del totale in regione e la percentuale di chi opta per finanziamenti compresi tra 10 e 20 anni incide per il 38,9%.

 

IMPORTO DEL MUTUO

Nel secondo semestre 2014 l’importo medio di mutuo erogato in Italia è stato pari a circa 109.400 €. In Puglia il ticket medio è risultato pari a circa 97.800 €, nettamente inferiore sia al dato nazionale sia a quello del Sud Italia, che chiude il semestre con 103.100 €. Suddividendo il campione per classi di erogato, emerge che nella metà dei casi si erogano mutui di importo compreso tra 50 e 100.000 €, mentre quasi il 40% del totale ricade nella fascia immediatamente successiva (100-150.000 €).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Autore: Economia Sicilia

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