Fondi Ue: Centro Pio La torre “Istituire comitato monitoraggio”

Trasparenza, meccanismi di controllo della legalita’, risorse concentrate su pochi e portanti obiettivi per scongiurare ritardi e sperperi registrati nella precedente programmazione e l’attivazione di un comitato di monitoraggio sui Fondi europei. Queste le proposte del Centro Pio La Torre, in merito alla spesa dei fondi comunitari, emerse nel corso di un incontro a Palazzo dei Normanni, a Palermo, in cui e’ stato presentato il primo report dell’Osservatorio dei Fondi europei promosso proprio dal centro studi La Torre. Per la programmazione europea 2014-2020 saranno disponibili 20 miliardi, fondi che se ben spesi potranno essere leva di sviluppo per la Sicilia. Un obiettivo non raggiunto con la precedente programmazione che nonostante abbia subito un’accelerazione della spesa, registra grandi errori e sperperi. Il Centro studi La Torre punta i riflettori sui dati di spesa aggiornati al 31 dicembre 2014: per il Por-Fesr su una dotazione totale di 4.359.736.734 euro, di cui fondi strutturali 3.269.822.550 euro, la spesa certificata e’ ferma al 56,53%, e per il Por-Fse su una dotazione totale di 1.389.538.865 euro, di cui fondi strutturali 1.042.154.149 euro, la spesa certificata e’ del 72,1%. Entro il 31 dicembre 2015 la Sicilia dovra’ certificare una spesa di 2.283,1 milioni di euro di cui 1.895,1 del Fesr mentre per l’Fse la spesa da certificare entro la fine di dicembre e’ pari a 388 milioni. Secondo i dati forniti dalla Regione l’avanzamento della spesa si registra sull’asse “Reti per la mobilita’” (2.120.178.133 di impegni e 996.379.162 di pagamenti).

Per rendere proficua la spesa, secondo il centro Pio La Torre, altre priorita’ sono un forte investimento sulla conoscenza e sul sistema della formazione e dell’informazione, concentrazione del Pon-Fse non solo sulla occupabilita’ ma garantire anche l’inclusione sociale come risposta alla crescente poverta’, ristabilire la cultura ed il metodo della programmazione, assicurare qualita’ dei progetti e la loro capacita’ di produrre sviluppo nel territorio, evitare sovrapposizioni di azioni di intervento. “La moltiplicazione degli obiettivi nella precedente programmazione – ha spiegato Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre – ha prodotto solo dispersione della spesa e ha prevalso la logica del ‘spendiamo comunque anche male’. Tutto questo ha comportato una riduzione del Pil e soprattutto che il 53,2% delle famiglie siciliane vive in uno stato di deprivazione, una media decisamente superiore a quella nazionale”. “Troppe dispersioni ed inefficienze hanno minato l’efficacia della spesa europea – ha aggiunto -. Vanno affrontate nel nuovo ciclo le questioni relative alla trasparenza, alla velocita’ dei controlli e al decentramento territoriale della spesa. Inoltre va istituito un ‘Comitato di monitoraggio sui fondi europei’ fondato dalle rappresentanze del mondo associativo che, fermo restando i controlli amministrativi interni, quelli parlamentari e della magistratura, abbia accesso agli atti e serva da supporto democratico alle autorita’ istituzionali, amministrative e giudiziarie”. “Nel documento di programmazione economica e finanziaria – ha sottolineato Alessandro Baccei, assessore regionale all’Economia, intervenuto all’incontro – abbiamo dato un’idea di come vorremmo destinare i fondi extraregionali individuando 4 settori dell’economia turismo e beni culturali, sanita’ e scienza della vita, agricoltura ed economie del mare, energia e smart cities e dei settori serventi come infrastrutture e trasporti”.

“Sulla proposta di un comitato di monitoraggio della spesa – ha aggiunto Baccei – sono favorevole, sempre nell’ottica di capire come stiamo spendendo e se in linea con la strategia che ci siamo dati. Sul rispetto della legalita’ e della trasparenza nella spesa – ha concluso Baccei -, come in altri settori, penso sia importante la presenza di una centrale di acquisti unica, cosi’ le procedure sono poche e tutte ad evidenza pubblica”. All’incontro e’ intervenuto, tra gli altri, anche Nino Caleca, assessore regionale all’Agricolutura. “L’assessorato – ha detto – e’ uno dei piu’ virtuosi, abbiamo speso tutto e addirittura si e’ superato il budget. Il mio problema adesso e’ come organizzare la spesa dei prossimi fondi comunitari. Noi stiamo realizzando degli incontri sul territorio per presentare nelle province il nuovo Psr. Ascoltiamo enti locali, imprenditori ed associazioni di categoria per farci dire le loro esigenze e su cosa puntare nei bandi che andremo a breve a pubblicare. Io poi voglio cambiare la certificazione, non mi interessa quanto si e’ speso ma mi interessano le ricadute che questa spesa ha portato sul territorio e dall’altro voglio che questa spesa sia eticamente corretta. Questo lo potro’ fare istituendo dei nuclei di valutazione che controllino quanta ricchezza e’ stata prodotta da queste risorse e poi realizzando protocolli di legalita’ che evitino che un solo euro finisca nelle mani di Cosa nostra”. Presenti per il Governo regionale anche gli assessori ai Beni culturali, Antonio Purpura; al Turismo, Cleo Li Calzi e alle Attivita’ produttive, Linda Vancheri. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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