Lavoro al Sud, Svimez: “Nel 2013 persi 478 mila posti”

Nel solo 2013 sono andati persi 478mila posti di lavoro in Italia, di cui 282mila al Sud. La nuova flessione riporta il numero degli occupati del Sud per la prima volta nella storia a 5,8 milioni, sotto la soglia psicologica dei 6 milioni; il livello piu’ basso almeno dal 1977, anno da cui sono disponibili le serie storiche basi di dati. E’ quanto emerge dal Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2014 presentato questa mattina al Tempio di Adriano.

Avvio negativo per il mercato del lavoro anche nel 2014: tra il primo trimestre del 2013 e il primo trimestre del 2014 l’80% delle perdite di posti di lavoro in Italia si e’ concentrata al Sud. Questi i dati illustrati nel Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2014 presentato questa mattina al Tempio di Adriano. Nel primo trimestre 2014, secondo il rapporto, il Sud ha perso 170mila posti di lavoro rispetto all’anno precedente, contro -41mila nel Centro-Nord.

Nel 2013 a livello nazionale i disoccupati espliciti crescono di 369mila unita’ e il tasso di disoccupazione registrato ufficialmente e’ stato del 19,7%. Ma secondo il Rapporto Svimez presentato questa mattina presso il Tempio di Adriano, la zona grigia del mercato del lavoro continua ad ampliarsi per effetto in particolare dei disoccupati impliciti, di coloro cioe’ che non hanno effettuato azioni di ricerca nei sei mesi precedenti l’indagine. Considerando questa componente, il tasso di disoccupazione effettivo nel Centro-Nord sfonderebbe la soglia del 13% (ufficiale: 9,1%) e al Sud passerebbe dal 19,7% al 31,5%. In aumento anche la durata della disoccupazione: nel 2013 al Sud il 63% dei disoccupati si trova in questa situazione da piu’ di un anno.

Le donne del Sud tornano al lavoro, ma restano segregate in basse qualifiche: dal 2008 al 2013 le professioni qualificate femminili sono scese dell’11,7%, mentre sono aumentati del 15% i posti di lavoro nelle professioni poco qualificate; e le giovani donne italiane con livelli medio-alti di istruzione fanno fatica a trovare un’occupazione non precaria. Resta quindi nei fatti una segregazione di genere e di settore. Le donne che scelgono il part time, circa il 30% del totale nelle due ripartizioni, non lo fa per scelta: al Sud addirittura il 75% dei part time femminili e’ involontario. Questi i dati emersi dal rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2014 presentato questa mattina al Tempio di Adriano. (ITALPRESS)

 

Autore: Economia Sicilia

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