Riforme: CCIAA Messina “a rischio stipendi e pensioni personale”

“Siamo seriamente preoccupati per le drammatiche ricadute che ci saranno per il personale delle Camere di commercio, per le aziende messinesi e per l’intero territorio peloritano, in seguito agli ultimi provvedimenti emanati ed emanandi dal Governo nazionale”. Non nasconde la sua preoccupazione il commissario dell’Ente camerale, Franco De Francesco, nel corso della conferenza stampa convocata questa mattina alla Camera di commercio dai vertici dell’Ente, di concerto con le organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e Uil-Fpl e con l’Associazione dei pensionati. “La riduzione del diritto camerale annuale del 50%, prevista dal Governo Renzi, in Sicilia, dove le Camere di commercio fungono anche da enti previdenziali – afferma De Francesco – non permetterebbe piu’ di pagare gli emolumenti ai 426 dipendenti camerali e ai 648 pensionati, oltre all’impossibilita’ di mantenere in servizio 80 precari e 14 dipendenti delle Aziende speciali di Messina, Agrigento e Trapani. Non solo. Vi sara’ un forte ridimensionamento delle iniziative programmate a favore delle imprese e del territorio, nonche’ l’azzeramento degli investimenti e delle attivita’ di promozione dello sviluppo territoriale a partire dal 2015”.


“Nella nostra provincia, il dimezzamento del diritto camerale comporterebbe un risparmio annuo per le imprese di poco piu’ di 50 euro – precisa il segretario generale della Camera di commercio, Vincenzo Musmeci – un risparmio assolutamente insignificante che, pero’, metterebbe il sistema camerale e l’intero territorio in ginocchio. Questa non e’ una riforma, ma un provvedimento che annulla il significato stesso della Camera di commercio che, pur con grandi difficolta’, dovute anche all’improprio ruolo di ente previdenziale per i propri dipendenti, assiste le imprese siciliane nelle loro attivita’ economiche, distinguendosi tra le altre pubbliche amministrazioni, anche a livello nazionale, per efficienza, efficacia ed economicita’ dei servizi resi all’utenza”. “Sono fiducioso – prosegue Musmeci – perche’ il numero e la qualita’ degli emendamenti presentati, in maniera trasversale, ci fanno ben sperare. Dalla Regione non vogliamo aiuti economici, ma solo che intervenga con una normativa che metta in sicurezza il patrimonio delle Camere di commercio, permettendo, cosi’, la costituzione di un Fondo unico di quiescenza per i dipendenti che garantirebbe la sopravvivenza degli Enti camerali nella nostra Regione”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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