Fiat: Marchionne ingaggia un braccio di ferro con tutto il sindacato

Braccio di ferro alla Fiat. Le proteste Fiom da una parte, sui carichi di lavoro alla Maserati, e dei sindacati firmatari dall’altra, che reclamano almeno 300 euro di una tantum rispetto ai 250 offerti dall’azienda proclamando il blocco degli straordinari, hanno provocato una dura reazione dell’azienda. Sergio Marchionne questa mattina in una lettera aperta ai dipendenti, pubblicata sulla Stampa ha parlato di ”gravi conseguenze”, per lo sciopero messo in atto dalla Fiom. ”Quello che e’ successo pochi giorni fa – ha scritto Marchionne – ha certamente cancellato opportunita’ preziose per sfruttare alcuni picchi di domanda. Ma, cosa ben piu’ grave – ha osservato – ha inferto un duro colpo al nostro e al vostro lavoro. Non ha offerto dell’Italia l’immagine che vorremmo portare nel mondo, quella di un Paese serio e di grande valore. Si e’ sprecata un’occasione per mostrare le capacita’ e le qualita’ dei lavoratori italiani”.

Ma quello che sembrava un appello si e’ poi rivelato un avvertimento. Poche ore dopo infatti la Fiat ha deciso di ‘silenziare’ la protesta dei sindacati firmatari, da cui Fismic e associazione quadri si erano in sostanza gia’ dissociati, cancellando gli straordinari al sabato alla Maserati. Dopo che un’analoga decisione era gia’ stata presa anche alla Teksid di Carmagnola. Questi due stabilimenti piemontesi, assieme alla Fiat Ricambi di None e Volvera, alla Sevel, e forse pochi altri in Italia sono le fabbriche dove si lavora al sabato in regime di orario straordinario. Un’iniziativa quindi per disinnescare la protesta dei firmatari. Anche se da altre fonti fltra anche un’altra lettura: il tentativo di coprire una salita degli ordini Maserati inferiore alle attese. Ma la Fiat non si e’ fermata agli strordinari. Alle Rsa Maserati e’ stata anche comunicata la sospensione dell’applicazione dei 12 turni, con l’introduzione di due nuovi turni al sabato, e il conseguente impiego di 500 cassintegrati di Mirafiori. Una soluzione che avrebbe risolto anche il problema delle ferie per le quali i sindacati chiedevano tre settimane consecutive e l’azienda non ne voleva consentire piu’ di due.

Ora la situazione torna ingarbugliata e ad alta tensione. La risposta dura da parte della Fiat ha preso in contropiede i sindacati, che intenzionati a usare il blocco come strumento per far tornare l’azienda al tavolo della trattativa sul contratto e soprattutto sull’una tantum, dovranno ora fare loro il primo passo. (ASCA)

Autore: Economia Sicilia

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