Un drago nell’età dello sviluppo con una crescita del 7,5% per il 2014

Un mercato in forte sviluppo e amante del Made in Italy. Passa per la Cina una delle principali vie di uscita dalla crisi per le imprese italiane. Forte del suo primato di essere il secondo al mondo per incidenza sul PIL mondiale, il Paese nei prossimi anni ridurrà ulteriormente il gap con gli Stati Uniti. La Cina rappresenta dunque un “trampolino di lancio” ideale per avviare o intensificare l’export in mercati ad elevato tasso di crescita.

Supportare le aziende che vogliono ampliare il loro mercato in Cina: con tali obiettivi si è svolto oggi a Catania, come già avvenuto in altre città italiane, il Forum Cina, organizzato da UniCredit, nel corso del quale le aziende hanno avuto la possibilità di incontrare il responsabile della filiale di Shangai di UniCredit ed esperti di settore che operano nel Paese, al fine di approfondire il mercato cinese e gli strumenti più idonei all’internazionalizzazione della propria azienda, tutto ciò attraverso l’esperienza di chi opera nel Paese da tempo. Nel corso del Forum sono stati anche approfonditi i temi del contesto operativo per le imprese che operano in Cina, le relazioni con le banche, le opportunità di business, la tutela della proprietà intellettuale, i nuovi orizzonti dell’e-commerce.

Portiamo avanti con entusiasmo – ha dichiarato Vincenzo Tumminello, Responsabile Settore Pubblico e Sviluppo del Territorio Sicilia di UniCredit – la realizzazione di eventi come il Forum Cina per fornire un sostegno concreto ed operativo agli imprenditori che già operano sui mercato oltre confine o che vogliono ampliare il proprio business all’estero. Riteniamo fondamentale per gli imprenditori il fatto di poter contare su un Gruppo come il nostro, presente in 17 Paesi europei e anche in Cina, dove abbiamo due filiali e un ufficio di rappresentanza. La Cina rappresenta un’opportunità, un mercato ad altro potenziale di sviluppo che conta oltre un miliardo di consumatori e registra importanti tassi di crescita”.

Nel 2014 – ha osservato Maurizio Brentegani, China Country Head per UniCredit a Shangai – si prevede una crescita del Pil cinese al 7,5%. I consumi delle famiglie cinesi urbane passeranno dagli 1.2 trilioni del 2012 a 3,2 trilioni entro il 2022. Nel 2013 la Cina ha importato 160 miliardi dall’Unione Europea, che rappresenta l’11,3% delle importazioni totali della Cina. La quota più ampia appartiene alla Germania con 65 miliardi e dall’Italia derivano 9,5 miliardi. Le tre categorie principali – macchinari, auto, motori ed apparecchiature elettriche – rappresentano quasi il 50% dell’export totale dell’Italia verso la Cina. Eppure le potenzialità del nostro Paese potrebbero spingerci a cifre ben più alte”.

Dopo anni caratterizzati da politiche di supporto all’export delle proprie aziende, la Cina è ora orientata a un riequilibrio della propria bilancia commerciale, come testimoniano gli ultimi dati aggiornati sulla bilancia commerciale, con un import in crescita. Se a ciò si uniscono le tendenze riscontrate tra la popolazione cinese caratterizzate da un aumento generalizzato dei redditi, della spesa pro capite e all’occidentalizzazione delle abitudini di consumo, risultano chiare le enormi potenzialità offerte da questo mercato per le imprese.

Nel corso del 2013 il giro di affari della Sicilia con la Cina ha riguardato circa 130 milioni di importazioni e più di 64 milioni di esportazioni, con una forte crescita rispetto all’anno precedente (+51%).

Per quanto riguarda la Sicilia i beni maggiormente esportati sono stati:

  • articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, per oltre 28 milioni di euro (+506% rispetto al 2012);

  • coke e prodotti petroliferi raffinati, per quasi 17 milioni (-8%)

  • prodotti alimentari, bevande e tabacco, per circa 7,8 milioni (+13%).

Per quanto riguarda, invece, la provincia di Catania, il valore delle vendite nel paese asiatico è stato nello stesso periodo di quasi 34 milioni di euro e di circa 70 milioni per quanto riguarda gli acquisti. Rispetto al 2012 c’è stato un lieve calo delle importazioni (-2%), mentre le esportazioni sono aumentate enormemente (+249%).

Nel 2013 le esportazioni della provincia di Catania verso la Cina hanno riguardato principalmente gli:

  • articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, per un valore di oltre 28milioni di euro (+506% rispetto al 2012).

  • i prodotti alimentari, bevande e tabacco (più di 2 milioni di euro, in aumento del 4%)

  • i prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (circa 1,6 milioni di euro, con un incremento dell’+11%).

Autore: Economia Sicilia

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