Catania. Crisi e continuità aziendale strumenti “salvavita” per evitare il fallimento. Un convegno promosso dall’ordine dei commercialisti di Catania

Continuità in crisi: non è un gioco di parole e neanche un paradosso, ma una concreta prospettiva di ripresa e sviluppo che oggi la legislazione offre alle imprese a rischio default. Le stesse che non intervenendo tempestivamente e subendo passivamente il calo del business, confluiscono naturalmente nel fallimento e quindi nella disgregazione dell’azienda. La situazione a Catania conferma il quadro: i concordati preventivi presentati al Tribunale di Catania nel 2013 sono stati 45, quest’anno – fino a metà maggio – se ne contano 10, di cui pochissimi “in continuità” e quasi tutti “liquidatori”. Un dato che conferma lo stato di tensione generale delle imprese locali in stato di crisi.

Con la legge 134/2012, sono stati modificati gli strumenti volti alla soluzione negoziale della crisi d’impresa previsti dalla Legge fallimentare: il piano attestato di risanamento; gli accordi di ristrutturazione dei debiti; il nuovo concordato preventivo e in particolare il concordato con continuità, seguendo una ratio ben precisa: emanare per il sistema produttivo del Paese disposizioni per favorire la crescita, lo sviluppo e la competitività nei settori delle infrastrutture, dell’edilizia e dei trasporti, nell’attuale situazione di crisi internazionale.

Le soluzioni tecniche dunque non mancano, ciò che risulta carente è l’effettiva operatività, legata a doppio filo con un cambio di approccio da parte degli imprenditori e dei creditori sociali con il pieno coinvolgimento del commercialista «che con la sua competenza e professionalità è chiamato a svolgere un ruolo centrale per il superamento delle difficoltà di un’azienda, intervenendo con tempestività e competenza nelle fasi di pre-crisi in un’ottica di continuità». Ad affermarlo è stato il segretario dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Catania Andrea Aiello, coordinatore del convegno che ha fatto il punto sulla crisi d’impresa e sulle possibilità di gestirla e superarla con i dovuti procedimenti. Una centralità del ruolo ribadita dal presidente dell’Odcec etneo Sebastiano Truglio, sottolineando «l’importanza dell’aggiornamento professionale per comprendere la portata di cambiamenti importanti che riguardano da vicino la categoria – ha affermato – in virtù dei quali noi commercialisti siamo investiti di responsabilità, come quella nel caso specifico che affrontiamo, di valutare la strategia migliore per tutelare l’imprenditore, garantire la sopravvivenza nel mercato, in una prospettiva di ripresa e sviluppo».

Grazie all’approfondimento dei relatori Filippo Dami (commercialista, docente Scuola di formazione Il Fisco e Ipsoa), di Maurizio Stella (commercialista e consigliere Odcec Catania) e di Salvatore Virgillito (commercialista) è stato fatto un excursus, dall’impianto normativo ai casi pratici: Dami si è soffermato sul piano attestato e sull’accordo di ristrutturazione del debito, con un messaggio molto chiaro: «L’impresa ha un valore sociale che va preservato – ha affermato – è dovere del consulente trovare la giusta soluzione per gestire la crisi evitando di finire in tribunale, agendo con efficacia, seguendo la giusta tempistica e puntualità nella scelta del percorso risolutivo».

Dello stesso avviso Stella che, soffermandosi sull’analisi del presupposto della continuità aziendale e sul ruolo del professionista quale consulente del giudice e quale commissario giudiziale, ha sottolineato la reale opportunità di superare l’ostacolo della crisi, a condizione che gli imprenditori si aprano alle soluzioni alternative e si affidino a chi di competenza». Virgillito ha, infine, approfondito la figura dell’attestatore, con particolare riferimento alla veridicità dei dati e alla fattibilità del piano, esponendo l’attività espletata in alcuni casi concreti.

A conclusione dei lavori, prendendo spunto da una delibera della Regione Veneto, Aiello ha avanzato la proposta di verificare la fattibilità tecnica e politica di un bando regionale per il finanziamento agevolato di parte delle spese dei piano di rilancio e ristrutturazione delle società in crisi non irreversibile, comprese quelle manageriali e consulenziali.

Autore: Economia Sicilia

Condividi questo articolo su
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com