“Sorsi di Sicilia”, ecco il vademecum del turismo enologico siciliano

Un vademecum ‘emozionale’ tra cantine, vigneti e quei magnetici scrigni di cultura e storia che sono i territori della Sicilia vitivinicola. Si chiama ‘Sorsi di Sicilia’ ed è la prima guida cartacea finora editata sul turismo enologico dell’isola. A promuovere questo strumento, ideato e realizzato da Rosa d’Eventi Wine & Food Tour, tra le società leader nel settore della comunicazione dei prodotti agro-alimentari in Sicilia, è la sezione regionale del Movimento del Turismo del Vino (MTV), con il patrocinio dell’assessorato alle Risorse Agricole e Alimentari della regione siciliana e l’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia (Irvos). Un volumetto tascabile di poco meno di 200 pagine, scritto in italiano e inglese e ricco di testi e immagini attraenti di territori e strutture ricettive, di cui si ravvisava la necessità in un comparto, quello del turismo legato ai sapori e in particolare alla produzione enologica, che pone attualmente la Sicilia tra le regioni italiane con le più interessanti prospettive di sviluppo. La presentazione di questo prodotto di divulgazione culturale, svoltasi ieri in conferenza stampa a Palermo presso la sede centrale di Banca Nuova, ha dato occasione, pur in mancanza di statistiche ufficiali, di sottolineare la costante evoluzione del turismo enologico in Sicilia. Un comparto che a livello nazionale movimenta 8 milioni di visitatori, per un giro d’ affari di 4 miliardi di euro all’anno; e di cui la Sicilia “rappresenta una quota valutabile fra il 30 e il 40 per cento”, dice Elio Savoca, presidente dell’ MTV Sicilia.

In attesa di stime più precise, pesano comunque risultati certi e recenti: il primo posto della Sicilia, a pari merito con la Toscana, nella classifica 2013 delle regioni italiane del turismo del vino e la presenza dell’isola tra le prime cinque destinazioni europee del medesimo settore. “Risultati legati a una strategia promozionale che va potenziata molto, ma che intanto ha fatto segnare l’altrettanto rimarchevole incremento delle cantine siciliane aderenti al Movimento, negli ultimi tre anni triplicato, da 19 a 58 aziende”, specifica, il past president dell’MTV Salvo La Lumia.

Il binomio vino-turismo è comunque solo una parte di un ambito in espansione. I numeri sono ancora più ampi, infatti, se si considerano non solo gli enoturisti in senso stretto ma anche coloro che viaggiano consumando e apprezzando le produzioni tipiche del territorio: “in questo caso si stima che in Italia oltre il20% dei turisti ricerca l’enogastronomia locale, determinando un impatto sul settore agroalimentare di circa 72miliardi di euro”, spiega Magda Antonioli Corigliano, direttore del Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi di Milano, prefatrice della guida.

Stando ai dati dell’Osservatorio nazionale sul turismo del vino, risulta che l’‘enonauta’ frequenta le cantine in tutti i periodi dell’anno, destagionalizzando così il turismo e cerca un’offerta integrata, che valorizzi il vino attraverso servizi turistici legati a ambiti diversi: dal benessere all’arte, dalla cultura all’ambiente, passando per il food shopping.

E’ una domanda che cresce e a cui bisogna rispondere con il massimo raccordo operativo tra organismi istituzionali per avviare un modello organizzativo idoneo a mettere in rete il patrimonio materiale e immateriale esistente” – dice Ezechia Paolo Reale, assessore regionale all’agricoltura.

Questa guida è una fonte inesauribile di destinazioni, anche al di fuori delle rotte turistiche ufficiali – conclude Lucio Monte, direttore generale dell’Irvos. L’obiettivo, d’ora in avanti, è far diventare l’enoturismo uno dei punti di forza di una Sicilia unita e vincente che, soprattutto all’estero, viene sempre più apprezzata. Occorre una strategia promozionale e di comunicazione più incisiva, alla quale coniugare anche il settore delle aziende olearie”.

Antonio Schembri

Autore: Antonio Schembri

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