Per il vino Banca Nuova si fa in sette

In Italia l’attuale congiuntura comprime i consumi di prodotti come il vino. Quello siciliano però corre sciolto all’estero. Uno scenario che, per Marino Breganze, presidente di Banca Nuova, induce a ‘un ottimismo cum grano salis’; ma anche a prendere atto della necessità di maggiori sforzi per promuovere nel mondo la viticultura siciliana.

Presidente Breganze, ci dia qualche dato sull’economia siciliana del vino

I vini siciliani vivono un momento molto significativo sul fronte dell’export. Fuori dall’Italia ne vengono venduti il 59%, un rilievo decisamente lusinghiero e incoraggiante. Ma si tratta ancora di un piccolo dato, perché rappresenta non più del 2% rispetto all’intero export nazionale del vino, mentre altre regioni d’Italia, come il Veneto, toccano per esempio il 30 per cento. Va detto però che questa misura si deve leggere in chiave positiva: significa che i margini di sviluppo sono ancora molto ampi. E ciò è confermato che in molti mercati esteri si è ormai affermato il concetto che la qualità dei vini siciliani (così come di tanti altri prodotti agricoli) non è seconda a nessuno”.

Come si sta muovendo Banca Nuova per aiutare i produttori di vino?

Nel corso degli ultimi anni, abbiamo elaborato una gamma di strumenti di credito calibrati sulle esigenze dei produttori di vino. In tutti 7 strumenti finanziari per agevolare e accompagnare l’espansione delle imprese agroalimentari, frutto della sintonia tra i nostri uffici e i produttori. L’ultimo, si chiama Expo o Wineexportpass, ed è destinato a favorire diverse modalità di esportazione dei vini. Sempre su questo fronte, diamo ai produttori la possibilità di utilizzare i nostri uffici di rappresentanza all’estero nei paesi più significativi per l’export. L’ultimo aperto, 4 mesi fa, è quello di Mosca e si aggiunge agli altri già attivi negli Usa, in Cina e in India. Tutto ciò sta aprendo nuove possibilità in mercati considerati difficili, perché lontani e ancora poco inclini al consumo del vino.”

Quanto incide in questo processo una manifestazione come Sicilia en Primeur?

Molto. Nelle precedenti 10 edizioni i vini siciliani sono stati assaggiati da centinaia di giornalisti di tutto il mondo che ne hanno fatta aumentare la considerazione internazionale. Sicilia en Primeur inoltre riesce a coniugare l’eccellenza vitivinicola siciliana con le bellezze della natura e della cultura dell’Isola, confermando che dal binomio vino-turismo si può sviluppare un grande volàno economico”.

Presidente, come vede qui in Sicilia la generale propensione alla spesa?

La Banca d’Italia ha di recente ufficializzato dati di modesta e lenta ripresa. Si comincia a intravedere qualche barlume in fondo al tunnel, anche se al momento la gente ha paura di spendere: chi ha una disponibilità economica attende momenti migliori per impiegarla. Sarebbe però un errore non essere ottimisti”.

Quali sono i prossimi investimenti di Banca Nuova in Sicilia?

Apriremo prima dell’estate due nuovi sportelli a Catania. Puntiamo molto sulle potenzialità economiche della Sicilia orientale, dove siamo meno presenti”.

Autore: Antonio Schembri

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