Regione, lettera aperta Cisl a Governo e Ars

Si cambi rotta in Sicilia, non c’è alternativa. Emergenza economica e scarsa consapevolezza politica impongono una svolta strategica e di consapevolezza generale, pena il default sempre più vicino. Serve un cambiamento epocale, politico ma anche etico. Perché la Sicilia è allo stremo e la sua crisi economica e sociale si riverbera sull’esplosiva situazione finanziaria.

È sull’emergenza economia che la politica in Sicilia ha fallito. Mostrandosi ancora una volta inadeguata. E per questo che c’è urgenza di un metodo nuovo e di un “patto d’emergenza” che fissi obiettivi e priorità che vincolino tutti: la giunta regionale come i partiti e l’Ars; e le forze economiche e sociali. Crocetta non perda tempo. Promuova il confronto con le associazioni dei sindaci, delle imprese e dei lavoratori, per un piano di risanamento del bilancio centrato sulla riqualificazione della spesa, sulla ristrutturazione delle società partecipate. E su un programma anticrisi che faccia leva pure sui fondi Ue per movimentare risorse a favore dell’economia e del lavoro produttivo.

La Cisl da tempo invita una Regione impreparata di fronte al crollo del sistema economico, sociale e amministrativo, figlio di un passato non più sostenibile, ad andare oltre la gestione del quotidiano. Il 23 novembre portammo pure in piazza a Palermo, in quella che fu definita “manifestazione-appello”,settemila persone che cinsero d’assedio Palazzo dei Normanni e Palazzo d’Orleans. Volevamo sollecitare a una svolta, nell’interesse generale. A Governo e Ars la Cisl chiese una strategia di emergenza, con il recupero di risorse dal taglio di inefficienze e sprechi e con l’investimento di risorse nell’incentivazione del lavoro e del sistema produttivo.

Quella svolta non c’è stata.

Da allora, anzi, lo scenario economico, sociale e finanziario regionale, si è persino aggravato. Con la recessione che non molla, la povertà che cresce assieme alla perdita di posti di lavoro. Con il crollo dei consumi e degli investimenti. E con il blocco del bilancio e la mancanza di liquidità nelle casse regionali, che disegnano un quadro grave, senza precedenti. Né una leggina-tampone, che fa solo guadagnare qualche settimana o poco più, può sciogliere nodi strutturali.

Eppure, governo e politica continuano, in Sicilia, a privilegiare opportunismi e tatticismi elettorali. Continuano a perder tempo dimostrando la pericolosissima mancanza di consapevolezza delle cause e degli effetti della crisi. Continuano a ignorare l’urgenza, chiesta a più riprese in questi mesi dal mondo del lavoro come da quello delle imprese, di modalità straordinarie che passano anche per un serio processo negoziale con il governo nazionale.

Oltretutto, la Sicilia deve ancora riconquistarsi la credibilità perduta. E può farlo solo se si dà un progetto per l’emergenza economica, sociale e amministrativa oltre che finanziaria. Noi siamo convinti che sia tempo, ormai, che Crocetta, come tutti i partiti all’Ars, si occupino a tempo pieno di quest’emergenza. Perché non c’è alternativa. Il prezzo già scritto è l’ulteriore arretratezza dell’Isola. E il default della Regione, appunto.

Insomma, si lavori a un progetto da realizzare entro pochissime settimane, che diventi intesa condivisa su pochi punti prioritari, tra governo-Ars-sindacato-imprese e Anci.

Non bastano manovrine di cassa e neppure solo la manovra di bilancio correttiva. Senza un cambiamento strategico e di consapevolezza generale, senza una svolta che abbia solide motivazioni etiche e che guardi lontano, il futuro prossimo della Sicilia sarà il suo fallimento. E lo sfacelo.

Su questo processo, che impone scelte strutturali difficili, coraggiose ma non più rinviabili, la Cisl siciliana è pronta ad assumersi la propria quota di responsabilità sociale. Ma la politica e il governo non possono chiudersi a riccio. Si pratichi umiltà, insomma, e si organizzi subito una sede stabile di confronto per far fronte all’emergenza economica e amministrativa.

Siamo molto, molto allarmati. Se permane la situazione di immobilismo, ritardo e silenzi. E se persistono le miopi logiche di tipo elettorale, non avremo altra scelta. Non potremo che dare il via a una mobilitazione generale durissima. Senza precedenti.

Ma nessuno venga a dirci, allora, che non l’avevamo detto.

Maurizio Bernava

Segretario generale

Cisl Sicilia

Autore: Economia Sicilia

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