Geraci, continua la guerra delle acque minerali. E’ pensabile trovare una sintesi attorno a un tavolo regionale? Presidente Crocetta al lavoro!!

Continua la guerra tra Comune di Geraci e la società produttrice di Acqua Geraci. In una nota l’amministratore della società Giuseppe Spallina contesta la volontà del comune guidato dal sindaco Bartolo Vienna di opporsi alle istanze della società presso la Regione per la concessione di altre sorgenti di acqua minerale. Un braccio di ferro che dura ormai da anni e che ha avvitato il comune madonita in una ragnatela di carta bollata che non fa bene a nessuno. All’azienda produttrice di Acqua minerale viene impedita una naturale espansione e al Comune di cogliere tutte le opportunità di sviluppo legate alla valorizzazione delle sorgenti e del territorio in chiave turistica. Sulla scena, in concorrenza con l’azienda Acqua minerale Geraci, entrano due imprenditori del territorio ma che hanno ormai assunto notevoli dimensioni imprenditoriali: il tour operator Antonio Mangia e il gruppo Giaconia attivo nella grande distribuzione con diversi supermercati in portafoglio. Gente che il proprio mestiere lo sa fare. Ma in questa storia tutti i protagonisti sembrano avviluppani in una specie di eterno duello rusticano all’obra del castello dei Ventimigila. Una contesa strapaesana? Nemmeno per sogno! In questo braccio di ferro ci sono tutti i vizi della classe politica e imprenditoriale siciliana e molti dei perché che hanno impedito in Sicilia l’impianto di una sana iniziativa industriale. Le intercettazioni reciproche sono all’ordine del giorno e la carta bollata pure. Non dimentichiamo che siamo nel paese di don Lollò di pirandelliana memoria.

Ma è mai possibile che una contesa che tiene in ostaggio la comunità di Geraci e il possibile sviluppo di una attività industriale e turistica per tutto il territorio madonità debba essere confinata sulle  montagne di Geraci? Come fa chi deve gestire la politica industriale e lo sviluppo economico di questa Sicilia a pensare che a Geraci si possa tranquillamente continuare a litigare mentre stormi di giovani alla ricerca di un lavoro passeggiano annoiati per le vie dei paesini di quel comprensorio? Se a Geraci non riescono a trovare un accordo, una sintesi politica e imprenditoriale che intervenga direttamente il presidente Crocetta aprendo un tavolo per la risoluzione definitiva della questione. E ciò non a beneficio di questa o di quella parte ma solo a garanzia dei posti di lavoro che un’attività imprenditoriale come Acqua Geraci ha finora creato e delle nuove iniziative di sviluppo che gli altri imprenditori vorranno avviare nel territorio.

Andrea Naselli

Autore: Andrea Naselli

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