Crocetta “imprese? vogliono risanamento a spese altrui”

“Le imprese si lamentano sempre. Lo hanno fatto con Monti e con Letta, ora lo fanno con Renzi. Da un lato chiedono il rigore e il risanamento dei bilanci, dall’altro pretenderebbero che questo venga fatto a prezzo degli altri”. Lo ha detto il governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, a margine di un incontro con una delegazione tunisina, a Villa Malfitano, a Palermo, a proposito del ddl pagamenti che prevede l’accensione di un mutuo per pagare i debiti della pubblica amministrazione siciliana congelando le addizionali Irpef e Irap. “Se ben ricordate – ha continuato Crocetta – a giugno abbiamo rifiutato la proposta del Ministero del’Economia di aumentare le addizionali Irpef e Irap, io stesso intervenni in aula per bloccare tutto. Riuscimmo a far accettare al governo che questo congelamento avvenisse con i risparmi nella sanita’. C’e’ il commissario dello Stato che chiede che tutti i risparmi vengano destinati al fondo rischi, che anch’io voglio ripristinare, perche’ non dimentichiamo che i bilanci del 2011 e del 2012 presentavano un buco rispettivamente di due miliardi e di un miliardo, che abbiamo coperto. Quindi come si fa a pensare – ha proseguito il governatore – di ridurre le entrate nel momento in cui l’oggetto dell’impugnativa era quello? Mi sembra improponibile”.
“Non pagare le imprese d’altronde – ha continuato – avrebbe conseguenze sull’economia e dunque occorre che le aziende si accontentino di una mediazione, non possono volere la botte piena e la moglie ubriaca. Vogliono il risanamento del bilancio ma anche essere pagati, e in tutto questo senza aumenti delle tasse, che noi peraltro stiamo diminuendo. Questo nei prossimi due anni non si puo’ fare. Trovo piu’ ragionevole la mia proposta – ha spiegato Crocetta -: facciamo due anni di spending review, con la riduzione dei costi delle partecipate, la diminuzione dei costi dell’Assemblea Regionale con la riduzione dei parlamentari e dei portaborse, e cosi’ si potra’ programmare un abbattimento delle tasse a partire dal 2017. Non sono misure capestro, siamo di fronte ai conti sballati della Regione. Non siamo mica folli ne’ pensiamo di bloccare l’Irpef per trent’anni. Ma noi abbiamo ereditato un bilancio devastato, che ci ha richiesto delle misure straordinarie e la lotta agli sprechi, che a volte facciamo piu’ delle imprese. Non mi riferisco certo a Confindustria, a Montante o a Lo Bello o ad altri imprenditori eroici, ma voglio vedere quante imprese hanno licenziato 87 Pip mafiosi come abbiamo fatto noi. Oggi chi vuole le riforme diventa l’obiettivo di attacchi continui”.
“Tutto il sistema sociale – ha concluso Crocetta – deve comprendere che la Sicilia ha bisogno di un modello di crescita. La denuncia piu’ forte che bisogna fare e’ chiedersi dove siano finiti gli 850 milioni di euro avanzati dalle aziende. Come sono stati spesi al di fuori del bilancio approvato? Chi li ha divorati? Noi oggi ripariamo a un torto che la Sicilia ha subito”. (ITALPRESS)

“Le imprese si lamentano sempre. Lo hanno fatto con Monti e con Letta, ora lo fanno con Renzi. Da un lato chiedono il rigore e il risanamento dei bilanci, dall’altro pretenderebbero che questo venga fatto a prezzo degli altri”. Lo ha detto il governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, a margine di un incontro con una delegazione tunisina, a Villa Malfitano, a Palermo, a proposito del ddl pagamenti che prevede l’accensione di un mutuo per pagare i debiti della pubblica amministrazione siciliana congelando le addizionali Irpef e Irap. “Se ben ricordate – ha continuato Crocetta – a giugno abbiamo rifiutato la proposta del Ministero del’Economia di aumentare le addizionali Irpef e Irap, io stesso intervenni in aula per bloccare tutto. Riuscimmo a far accettare al governo che questo congelamento avvenisse con i risparmi nella sanita’. C’e’ il commissario dello Stato che chiede che tutti i risparmi vengano destinati al fondo rischi, che anch’io voglio ripristinare, perche’ non dimentichiamo che i bilanci del 2011 e del 2012 presentavano un buco rispettivamente di due miliardi e di un miliardo, che abbiamo coperto. Quindi come si fa a pensare – ha proseguito il governatore – di ridurre le entrate nel momento in cui l’oggetto dell’impugnativa era quello? Mi sembra improponibile”.   “Non pagare le imprese d’altronde – ha continuato – avrebbe conseguenze sull’economia e dunque occorre che le aziende si accontentino di una mediazione, non possono volere la botte piena e la moglie ubriaca. Vogliono il risanamento del bilancio ma anche essere pagati, e in tutto questo senza aumenti delle tasse, che noi peraltro stiamo diminuendo. Questo nei prossimi due anni non si puo’ fare. Trovo piu’ ragionevole la mia proposta – ha spiegato Crocetta -: facciamo due anni di spending review, con la riduzione dei costi delle partecipate, la diminuzione dei costi dell’Assemblea Regionale con la riduzione dei parlamentari e dei portaborse, e cosi’ si potra’ programmare un abbattimento delle tasse a partire dal 2017. Non sono misure capestro, siamo di fronte ai conti sballati della Regione. Non siamo mica folli ne’ pensiamo di bloccare l’Irpef per trent’anni. Ma noi abbiamo ereditato un bilancio devastato, che ci ha richiesto delle misure straordinarie e la lotta agli sprechi, che a volte facciamo piu’ delle imprese. Non mi riferisco certo a Confindustria, a Montante o a Lo Bello o ad altri imprenditori eroici, ma voglio vedere quante imprese hanno licenziato 87 Pip mafiosi come abbiamo fatto noi. Oggi chi vuole le riforme diventa l’obiettivo di attacchi continui”.  “Tutto il sistema sociale – ha concluso Crocetta – deve comprendere che la Sicilia ha bisogno di un modello di crescita. La denuncia piu’ forte che bisogna fare e’ chiedersi dove siano finiti gli 850 milioni di euro avanzati dalle aziende. Come sono stati spesi al di fuori del bilancio approvato? Chi li ha divorati? Noi oggi ripariamo a un torto che la Sicilia ha subito”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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