Crisi: Nomisma, disoccupazione riassorbita se Pil +2%/+2,5% all’anno

Disoccupazione difficile da riassorbire senza una costante e robusta crescita del Pil. E’ quanto emerge dalla Newletter di gennaio di Nomisma. Con un tasso di disoccupazione giunto a novembre al 12,7%, era al 6,1% nel 2007, serve, per l’istituto di ricerca, un rilancio della domanda aggeregata. Insomma l’attuale livello di disoccupazione e’ di tipo ”keinesiano” e non dovuto ”a uno aggravamento dei difetti di funzionamento del mercato del lavoro”. ”Dato il modesto tasso di crescita atteso, e’ difficile che il mercato del lavoro migliori in misura sufficiente. Occorrerebbe una ripresa significativa della domanda aggregata per riassorbire la disoccupazione, un Pil che crescesse del 2-2,5% all’anno sin dal 2014 e per almeno un quinquennio. Un ritmo irraggiungibile all’interno dei paletti della politica economica italiana, a meno di immaginare il ridisegno dei vincoli europei (non per uno-due anni, ma per l’intero sentiero temporale del Fiscal Compact), oppure, nel rispetto delle regole vigenti, ridistribuendo in misura significativa risorse a favore delle persone (disoccupate, povere, a rischio di poverta’) a elevata propensione alla spesa e delle imprese impegnate nella rat race della competitivita’ di costo in atto nell’area euro”, spiega, newletters, Sergio de Nardis, economista di Nomisma. (Asca)

Autore: Economia Sicilia

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