Se Ballarò diventa un brand del cibo mediterraneo

Ballarò, da Palermo a Dubai e ritorno. Colpisce che nel giro di qualche mese in due grandi città capoluogo dell’ area mediterranea e mediorientale come Dubai e Palermo, abbiano aperto i battenti tre ristoranti gourmet con il medesimo nome: Ballaro’. Coincidenze a parte, dopo il boom della fortunata trasmissione di Raidue, anche un cartello di associazioni cittadine si identifica nella pagina facebook “ Ballaro’ significa Palermo”. ma forse, mentre scriviamo, Ballarò significa già di più, forse una grande metafora della vita mediterranea, la stessa che vorrebbe riprodurre la sicilia al l’ Expo 2015 per la kermesse globale di Milano.

Ad ottobre la rassegna Ballarò d’ Autunno ha lanciato un programma di eventi culturali e gastronomici. Un’ idea vincente per rivitalizzare l’ antichissimo quartiere del centro storico attorno al monumentale tempio del barocco cittadino, Casa Professa. Adesso, una osteria che invita a musica e cibo la domenica mattina nel cuore del mercaro. Ma cosa significa Ballarò? E perché sta diventando una metafora mediatica della creatività mediterranea? La parola, che secondo l’ etimologia più antica rimanda al bellum romano, diventò in seguito, con i venditori arabi scesi dalle valli con le loro mercanzie in città, il cuore del mercato, ballarà appunto. Ma Ballarò è anche il nome di due locali appena aperti: un lounge bar e ristorante che propone una cucina raffinata, ma pur sempre autentica, legata ai prodotti a km zero, aperta ad influssi e culture, ed una osteria che apre peril pranzo della domenica e ricorda che qui siamo nel cuore di un mercato multietnico. Ma colpisce che, non certo a due passi, nella ultramoderna Dubai, cuore del business del mondo arabo, in queste settimane un grand hotel del lusso internazionale abbia inaugurato un’ altro Ballarò, un ristorante di oltre 300 coperti affidato alla consulenza di chef siciliani con stelle Michelin. Nella moderna mecca d’affari del mondo arabo ci si inspira alla città di Palermo, alla sua cucina ed al suo più antico e vitale mercato. Nel nome di una forte identità mediterranea da riedificare. Nel nome di Ballarò.

M.Laura Crescimanno

Autore: Maria Laura Crescimanno

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