In treno o per mare, le “Vie del Gusto” un percorso di riscoperta del territorio che supera Expo 2015

Confindustria Sicilia in vista di Expo 2015 punta ad un ambizioso progetto “Le vie del Gusto” che coinvolgerà molti attori  pubblici e privati e che soprattutto potrà continuare a vivere dopo l’ evento milanese creando nuova impresa, può illustrarci i contenuti e la strategia?

“L’ idea centrale muove dalla logica del recupero di infrastrutture già esistenti per andare a colmare carenze del nostro territorio sul piano del marketing dell’ offerta, come ad esempio le vie ferroviarie interne o gli spostamenti costieri o interportuali. Anche Federturismo nazionale ha da tempo analizzato il fenomeno di nuovi turismi che si muovono su vie slow per cui è possibile riattivare veicoli che altrimenti andrebbero dismessi. La fase più definita del nostro progetto prevede al momento itinerari del Gusto che si dipanano dalle aree portuali di Palermo e Catania, snodi ormai importanti per numeri crescenti nel 2014 per il movimento crocieristico. Sul versante di Catania pensiamo di attivare almeno due itinerari che si snodano verso l’ interno utilizzando la Circumetnea, ma anche in direzione di Taormina. Da Palermo invece partiranno due vie del Gusto, una verso Castelvetrano, l’ altra verso la valle dell’ Imera” In questa fase il nostro partner principale è Trenitalia, insieme a Gambero Rosso nazionale”.

Ma cosa troveranno i turisti a bordo del treni del gusto, oppure sui traghetti, per chi preferisce le vie d’ acqua?

“ Il progetto è in corso di definizione, per le vie d’ acqua il nostro interlocutore è l’ Autorità Portuale di Palermo. Lavoriamo per aggregare nuovi soggetti pubblici, aziende   banche o assicurazioni, ma vorremmo trovare al più presto un partner sul versante della comunicazione, L’ idea è quella di far vivere al turista un’ esperienza culturale di forte impatto. Sulle carrozze, che ospiteranno non più di 150 persone alla volta, si assisterà a lezioni di enogastronomia curate da esperti, a show-cooking a cura di chef, ma si potrà  anche interagire con l’ esterno grazie ad application e tablet in uso. Stazioni di posta a terra, alcune delle quali già individuate dai GAL locali, serviranno per completare il racconto del territorio intorno, delle eccellenze agroalimentari e serviranno per la vendita ed il merchandising. Stazioni per il turista che ovviamente dovranno continuare a funzionare dopo Expo, aggregando altre imprese locali  e che si potranno intersecare con altri itinerari su strada già esistenti, cui stanno già lavorando altri enti del territorio, primi i Comuni, e con cui puntiamo a fare rete”.

Avete già un’ idea dei costi e cosa vi aspettate dalle istituzioni siciliane coinvolte in Expo 2015  con il ruolo ambizioso  di  capofila del  Mediterraneo?

“ i costi della realizzazione degli itinerari sono modulari e  dipenderanno dalle scelte che saranno operate in fase di realizzazione  dato che  la nostra è una logica imprenditoriale, da portare a compimento insieme  alle  Camere di Commercio regionali.  Dal governo e dagli  assessorati regionali coinvolti ci aspettiamo che facciano al più presto la loro parte, dettando il quadro delle regole, dei requisiti e delle modalità, consentendo alle aziende siciliane  di partecipare alla grossa opportunità che sarà Expo 2015 per la Sicilia. Sul tema della vocazione mediterranea della Sicilia, penso che l’ isola abbia il patrimonio storico ma anche umano per riprendere il ruolo centrale e culturale nel Mediterraneo, ne ha il dovere e la responsabilità. A settembre abbiamo  firmato un protocollo d’ intesa tra i principali enti pubblici siciliani per lavorare al una strategia allargata, che è stata denominata Halal ( in arabo “lecito”)  rivolta ai paesi islamici per riattivare  collegamenti   e investimenti in una logica che tocchi tutti i mercati”.

M.Laura Crescimanno

Autore: Maria Laura Crescimanno

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