Ansaldo Breda: la Fiom: no alla fuga dei grandi gruppi industriail dalla Sicilia

“Non ce ne andremo  fino a quando Crocetta non ci riceve”. Continua l’occupazione da parte di una delegazione sindacale dell’Ansaldo Breda degli uffici del quarto piano del capo di gabinetto dell’assessorato Attività Produttive di via degli Emiri. Per strada, alle 16,  sono arrivati i lavoratori dell’azienda di Carini e si svolge uno sciopero per contestare la decisione di non sospendere la cig che decorrerà a partire dal 7 gennaio per 147 lavoratori su 153. Ai lavoratori Ansaldo Breda è giunta la solidarietà del direttivo provinciale della Cgil di Palermo riunito in via Meli alla presenza del segretario organizzativo della Cgil nazionale Vincenzo Scudiere, che tra i punti caldi della discussione ha affrontato l’argomento della “desertificazione industriale” in Sicilia. “Chiediamo al presidente Crocetta – ribadiscono il segretario Cgil di Palermo  Maurizio Calà e il segretario nazionale Vincenzo Scudiere – l’apertura immediata di un tavolo sulle vertenze siciliane di carattere nazionale. Il confronto non è più rinviabile”.

       La Fiom va all’attacco per chiedere la sopravvivenza dello stabilimento Ansaldo Breda. “Riteniamo inaccettabile l’atteggiamento di Finmeccanica, che si rifiuta di sospendere la cassa integrazione, e chiediamo che su questa vicenda le istituzioni, dall’ assessore al presidente della Regione, intervengano in maniera  più incisiva per rappresentare al governo nazionale la situazione di disastro sociale che si sta consumando nella provincia – dichiara il rappresentante Fiom Cgil di Palermo Francesco Piastra –   Chiediamo a Crocetta  di non abbandonarci. La richiesta di sospensione della cig è stata portata al tavolo di Roma, su proposta delle organizzazioni sindacali,  dal prefetto di  Palermo e dall’assessore Vancheri, che avevano chiesto di far ripartire la trattativa dal 14 gennaio,  a bocce ferme, senza l’avvio della cassa integrazione. Peraltro la Fiom – aggiunge Piastra – ha fatto presente nei giorni scorsi, con il deposito di un dossier al prefetto di Palermo, che non sussistono le motivazioni a supporto della cassa integrazione ordinaria in quanto è possibile, con lo storno di parte delle commesse acquisite nell’ambito del gruppo, dare continuità produttiva a tutto il personale dello stabilimento di Carini e dell’indotto”.

  La Fiom Cgil denuncia inoltre che l’Ansaldo Breda rischia di pagare penali per la mancata consegna nei tempi previsti dei contratti siglati con le Rfi, in quanto  le commesse dello stabilimento di Palermo sono state sottratte e conferite in subappalto ad altre aziende  che, a causa della situazione economico finanziaria, non riescono a portare avanti le lavorazioni. “L’Ansaldo Breda nella qualità di capogruppo e di mandataria rischia di accollarsi pesanti penali non solo per i ritardi nella consegna di commesse ma pagherà costi aggiuntivi anche per il trasferimento del materiale già acquistato e allocato nello stabilimento di Carini che dovrà essere, in forza della scellerata decisione di non produrre pi carrozze, trasferito nelle aziende consorziate”.

Autore: Economia Sicilia

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