Sindacati in piazza in Sicilia venerdì e sabato

Sindacati di nuovo in piazza per chiedere di cambiare le Leggi di stabilita’ nazionale e regionale e sollecitare politiche per lo sviluppo e il lavoro. Sono tre le manifestazioni programmate per sabato prossimo da Cgil, Cisl e Uil in Sicilia. Si terranno a Palermo, Catania e Messina, come nel resto del Paese, per chiedere di “Cambiare musica”. E per sottolineare il senso di questo slogan i sindacati coinvolgeranno anche i musicisti delle principali orchestre, istituzioni culturali in profonda crisi nell’isola. La mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil sara’ anticipata domani dalla protesta degli edili per il contratto e dei precari. “Iniziative tutte – hanno sottolineato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Sicilia, Michele Pagliaro, Maurizio Bernava e Claudio Barone in una conferenza stampa – nel segno della responsabilita’ e della proposta. E’ per chiedere meno tasse per i lavoratori, i pensionati e le imprese che investono, tutelare e rilanciare lavoro e redditi, dare una prospettiva al paese e alle giovani generazioni, che i sindacati tornano a protestare. Cgil, Cisl e Uil chiedono la creazione di automatismi per destinare le risorse della spending review, della tassazione delle rendite finanziarie e della lotta all’evasione fiscale, ai redditi, agli interventi per lo sviluppo, il lavoro e la coesione sociale”. Ma e’ anche al governo Crocetta che i sindacati si rivolgono chiedendo politiche “per il lavoro produttivo e lo sviluppo, contro gli sprechi e per affrontare la crisi”. “Intanto – ha detto il segretario della Cgil Sicilia Michele Pagliaro – chiediamo di fare presto con la Legge regionale di stabilita’, di accogliere le nostre richieste a partire da quella sugli ammortizzatori in deroga, di varare il bilancio entro il 31 dicembre perche’ l’esercizio provvisorio sarebbe un disastro, in primo luogo per i precari. E’ grave – ha aggiunto – la notizia che il governo Letta abbia trattenuto alla Regione 180 milioni perche’ non ha fatto un’adeguata spending review” .

 
“Ma non basta – ha detto Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia – un approccio tradizionale a bilancio e finanziaria regionali. Servono una strategia e tagli strutturali. Sono necessari il confronto tra Regione e parti sociali e la collaborazione organizzata tra Stato, Regione ed enti locali per rilanciare lo sviluppo produttivo , sostenere le imprese sane che investono e assumono e i consumi di lavoratori e famiglie”. In Sicilia una famiglia su sette vive con meno di mille euro al mese, una su quattro e’ a rischio poverta’, l’80% dei pensionati vive con meno di 700 euro al mese, negli anni della crisi sono andati perduti 90 mila posti di lavoro e il Pil e’ sceso di 10 punti percentuali. “I 20 mila precari dell’isola – ha sostenuto Claudio Barone, segretario della Uil Sicilia – attendono ancora l’emendamento del governo nazionale che consenta la proroga del contratto e la stabilizzazione. E’ necessario evitare altri pasticci- ha aggiunto- chiediamo piu’ coraggio e interventi seri e immediati, anche a sostegno delle categorie , come gli edili, che domani 13 dicembre, scenderanno in piazza a Palermo”. Il programma delle manifestazioni prevede per domani un corteo degli edili a Palermo, a partire dalle 10, da piazza XIII Vittime fino alla Prefettura. Invece, i precari sfileranno in corteo da piazza del Parlamento (concentramento alle 9.30, partenza del corteo alle 10.30) fino a palazzo D’Orleans. Sabato sara’ la volta dei concerti in piazza degli artisti dei Teatri in crisi per chiedere interventi a Stato e Regione e dire no ai tagli alla cultura. Le manifestazioni si terranno alle 10, in piazza Politeama a Palermo, piazza Bellini a Catania e piazza Antonello, a Messina. A Palermo le orchestre del teatro Massimo e della Foss, a Catania quella del teatro Massimo Bellini, a Messina quella del Vittorio Emanuele. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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