Mezzogiorno: a Palermo esperti a confronto su “l’equivoco del Sud”

La presentazione del saggio “L’equivoco del Sud” scritto dal presidente della Fondazione “Con il Sud”, Carlo Borgomeo, che si e’ tenuta oggi a Palazzo Branciforte, a Palermo, e’ diventata l’occasione per discutere dell’annosa questione del Mezzogiorno insieme agli ospiti che hanno presenziato all’evento: l’ex ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, il presidente della Fondazione Sicilia, Giovanni Puglisi, e il presidente della Fondazione di Venezia, Giuliano Segre. Filo rosso degli interventi e’ stato il tentativo di sfatare il mito di un Sud Italia geneticamente differente e pertanto condannato all’emarginazione, piu’ ancora che il resto d’Italia, rispetto allo sviluppo economico del resto d’Europa. Per Puglisi “la caratteristica principale del libro e’ quella di chiedere una vera discontinuita’ nell’impegno per cambiare il Sud. L’altro aspetto-chiave e’ la necessita’ di una buona politica che si assuma la responsabilita’ di rivendicare e conquistare i diritti. La politica dei progetti – ha concluso – non ha alcun senso senza la politica degli esempi”. Segre punta l’indice contro “il metodo di utilizzo, prima ancora della quantita’, dei fondi destinati al Mezzogiorno. Anzi, direi proprio che la quantita’ non funziona. Se non c’e’ coesione sociale e se il contesto sociale non e’ come una spugna che assorbe e fa vivere gli investimenti – ha spiegato -, e’ inutile continuare a riversare un fiume di soldi sul Meridione, perche’ questo denaro non generera’ sviluppo ma si trasferira’ altrove”.
Passera ha fatto il punto sui settori che possono promuovere il rilancio del Meridione: “Innanzitutto non esiste un solo Sud ma tanti Sud, ognuno con le sue specificita’. Si deve puntare innanzitutto su infrastrutture e trasporti, per i quali serve una visione d’insieme a fronte degli interessi particolaristici che a volte hanno gli amministratori locali. Poi sono fondamentali – ha aggiunto l’ex ministro – il terzo settore e il no profit, i diversi tipi di turismo da agganciare con una specializzazione delle offerte che non si limiti sempre e soltanto ad alberghi e spiagge, un’estensione della banda larga e soprattutto l’eliminazione del muro di gomma della burocrazie su cui ho sentito storie spaventose e che ha gia’ respinto grossi investimenti esteri”. “Non mi convincono – ha affermato Borgomeo – le solite spiegazioni che attribuiscono ai meridionali una diversita’ antropologica. La grande causa del fallimento delle politiche meridionali degli ultimi sessant’anni e’ il divario, prima ancora che economico, nei diritti di cittadinanza, nella scuola, nei servizi sociali, nella cultura della legalita’. E poi lo sviluppo economico – ha concluso – deve essere omogeneo, mentre per troppi anni la classe dirigente si e’ ritenuta soddisfatta se riusciva a portare nel Mezzogiorno alcune grandi fabbriche, tralasciando completamente settori come le Pmi o l’agricoltura”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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