Bankitalia: per Sicilia timidi segnali di ripresa, ma record disoccupati

Anche i primi nove mesi del 2013 confermano che la crisi in Sicilia e’ tutt’altro che superata, anzi si e’ aggravata in parecchi settori e la disoccupazione, quella dei giovani tra i 15 e i 24 anni ad esempio, ha toccato il 55,5%. Eppure, in base a sondaggi effettuati a settembre, esistono segnali, seppur timidi, di ripresa relativi al periodo estivo. E’ quanto emerge dal consueto aggiornamento congiunturale dell’economia siciliana effettuato dalla Banca d’Italia. “A livello di analisi quantitativa, la fase ciclica negativa, particolarmente severa nel 2012, e’ proseguita anche per tutto il semestre del 2013 – spiega Giuseppe Arrica, direttore della sede regionale di Bankitalia -. E’ d’obbligo pero’ aggiungere che noi a settembre di ogni anno facciamo un sondaggio con le imprese per cui assumiamo dati di tipo qualitativo: questi dati ci dicono che gli operatori economici, a partire dai mesi estivi, hanno dati dei segnali, seppur timidi, di ripresa degli ordinativi. E’ un elemento che va considerato ed e’ importante, perche’ questi segnali possono favorire una ripresa delle aspettative, e si puo’ passare a un’auspicabile inversione di tendenza per la fine dell’anno e i primi mesi del 2014”.

Al di la’ di qualche spiraglio di ottimismo “che ci deve essere, almeno quello della volonta’”, sottolinea Arrica nel corso di una conferenza stampa che si e’ svolta quest’oggi nella sede palermitana di Bankitalia, in via Cavour, la crisi continua a mordere. Il fatturato delle imprese industriali e’ diminuito ulteriormente: circa il 40% delle aziende siciliane ha registrato una riduzione nei primi tre trimestri del 2013, una quota piu’ che doppia rispetto a chi ha segnalato un aumento, anche se rispetto al sondaggio effettuato l’anno scorso c’e’ un miglioramento. Favorito chi ha la possibilita’ di esportare: nonostante un calo complessivo del 17,9% dovuto alla diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati (-28,4%), che rappresentano i due terzi delle esportazioni regionali, le esportazioni dell’Isola sono aumentate del 14%, una dinamica migliore sia rispetto alla media italiana (0,6%) sia, soprattutto, nel confronto con il Mezzogiorno (-3,9%). Contributo positivo dai settori dell’elettronica e degli articoli farmaceutici: aumentate, inoltre, tra i principali comparti, le vendite di prodotti chimici e dell’agroalimentare. Prosegue la flessione degli investimenti, “anche se nel 2014 saranno piu’ le imprese che aumenteranno gli investimenti rispetto a quelle che li ridurranno”, fa notare Giuseppe Ciaccio, della divisione Analisi e Ricerca economica di Bankitalia.

Non si intravedono segnali positivi nel settore delle costruzioni, dove l’occupazione e’ calata dell’8,7% e le ore lavorate denunciate dalla Casse edili del 23%. Quasi sei aziende su dieci, inoltre, hanno registrato un calo del valore della produzione, quindi il saldo e’ fortemente negativo, sia per chi e’ specializzato nelle opere pubbliche sia per chi lo e’ nell’edilizia residenziale. Nei primi due trimestri del 2013 e’ proseguita la contrazione del mercato immobiliare, anche se Bankitalia registra la flessione del numero di compravendite (13,4% rispetto al 27,4% dello stesso periodo dello scorso anno). Scendono pero’ del 6% i prezzi di vendita degli immobili. Andamento negativo confermato nel settore dei servizi e nel commercio, che risentono entrambi della contrazione dell’occupazione e della riduzione del reddito disponibile delle famiglie: ma anche qui, fa notare Ciaccio, “da giugno si registra un miglioramento del clima di fiducia delle famiglie, anche se ancora mancano basi solide”. Cala del 16,4% il numero di vetture vendute. In Sicilia, anche il turismo non mostra risultati esaltanti: in base ai primi dati dell’Osservatorio turistico della Regione, nel primo semestre i flussi turistici nell’Isola si sono ridotti, sia nel numero di arrivi che di pernottamenti (andamenti migliori pero’ per le province di Siracusa e Trapani).

La dinamica negativa, pero’, riguarda esclusivamente i flussi di connazionali, mentre per gli stranieri viene confermato il trend positivo. Per il terzo anno di fila cresce la spesa dei turisti stranieri: +12,4%, come ai livelli pre-crisi. Note dolenti dal mercato del lavoro: in Sicilia, stima Bankitalia su dati Istat, gli occupati sono 1.341.000, con un calo di 65.000 unita’ (-4,7%) in tutti i settori. Piu’ colpiti i giovani, con un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 55,5%; scende dell’1,7% l’occupazione globale (15-64 anni), ora al 39,8%, e si e’ ampliato il differenziale negativo con la media italiana (-15,8 punti percentuali). In aumento il numero delle persone in cerca di occupazione (+20.000 unita’): un aumento che, osserva l’Istituto centrale, “e’ riconducibile esclusivamente alle persone con precedente esperienza lavorativa (in aumento dell’11,3%), che rappresentano i due terzi delle persone alla ricerca di un impiego). Il tasso di disoccupazione e’ cosi’ salito dell’1,7% rispetto al primo semestre del 2012 (siamo ora al 21,1%): senza lavoro in crescita soprattutto tra le donne (23,1%) e la fetta di popolazione tra i 15 e i 34 anni (38%).

Nei primi nove mesi dell’anno le imprese siciliane hanno fatto ricorso alla Cassa integrazione in misura minore rispetto allo stesso periodo del 2012 (-11,6%): alla contrazione, pero’, ha contribuito prevalentemente la componente straordinaria (-24,5%), per la forte diminuzione delle ore destinate ai settori della meccanica e della chimica e petrolchimica. Infine, per quanto riguarda il credito, e’ tutto un susseguirsi di segni meno: si e’ intensificata la riduzione dei prestiti delle banche alle imprese e alle famiglie siciliane, sia per un atteggiamento piu’ rigido e restrittivo degli istituti di credito, sia perche’ e’ diminuita la domanda di finanziamenti, soprattutto delle piccole aziende. Per quanto riguarda le famiglie nel primo semestre del 2013 e’ proseguita la contrazione delle erogazioni di mutui immobiliari (-26,9%), anche se e’ sceso di tre decimi di punto il tasso di interesse, a giugno al 4%. In questo quadro negativo, aumentano pero’ i depositi bancari delle famiglie, seppure a un ritmo meno intenso rispetto a quello del 2012; dopo un biennio di variazioni negative, e’ cresciuta anche la liquidita’ delle imprese detenuta presso il sistema bancario.

“L’ottimismo ci deve essere, almeno quello della volonta’ – chiosa Arrica -. Speriamo che questi segnali di inversione di tendenza che sembra profilarsi trovino conferma e prendano corpo in avvio del 2014, ma la ripresa prima deve avvenire a livello nazionale”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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