Da lunedì 4 la vi edizione de “le giornate dell’economia del mezzogiorno” e il 27° osservatorio congiunturale 2014 della fondazione Curella

Presentata questa mattina la sesta edizione de “Le Giornate dell’Economia del Mezzogiorno”, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Curella, in collaborazione con il Diste Consulting e con la partecipazione straordinaria del Comune di Palermo, città candidata a Capitale Europea della Cultura 2019. L’evento, che aprirà ufficialmente i battenti il prossimo 4 novembre, gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. Presenti alla conferenza stampa, che si è svolta nella splendida cornice di Villa Niscemi, Pietro Busetta, presidente della Fondazione Curella, Alessandro La Monica, presidente del Diste Consulting, il sindaco Leoluca Orlando e il vicesindaco Cesare Lapiana, in rappresentanza di tutta la Giunta comunale che parteciperà attivamente ai vari incontri previsti.

Un momento di confronto tra i principali protagonisti del mondo accademico, politico ed economico, che quest’anno riguarderà il tema “Felicità e Bellezza”, con sottotitolo “Superare i concetti di ricchezza e crescita”.Nuove dimensioni attraverso cui giungere alla “felicità”, che esulano dai tradizionali concetti di “crescita” e “ricchezza”, per esaltare nuovi aspetti spesso ritenuti secondari come quelli di qualità della vita e delle relazioni sociali, che passano attraverso la sostenibilità ambientale, la vivibilità delle città, la ricchezza del paesaggio e del patrimonio artistico-culturale, la libertà dalla corruzione, la cultura e altre dimensioni attinenti alla “Bellezza”, tese a tipicizzare il Paese per renderlo unico nella competizione globale.
Sarà dunque una settimana densa di incontri, convegni, appuntamenti e discussioni, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo, della  Crias, della Banca d’Italia, dell’Istat, dello Svimez, e di tanti altri enti, che avrà tra i suoi momenti più importanti, sabato 9 novembre, il XXVII Osservatorio congiunturale che sarà presentato dalla Fondazione Curella nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni.

Ci sarà spazio per affrontare temi tanto delicati quanto attuali e strategici come le politiche pubbliche, l’Open Government, la popolazione, la società e l’economia del Mezzogiorno, ma si parlerà anche dei costi non solo sociali dell’illegalità, con la presentazione di una ricerca a cura della Fondazione Chinnici. Sarà presentato un rapporto sul credito e l’artigianato in Sicilia, e si discuterà anche delle opportunità economiche che potrebbe avere la città di Palermo qualora fosse scelta come Capitale Europea della Cultura nel 2019.

“Voglio esprimere il mio apprezzamento alla Fondazione Curella – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – e a tutti coloro che hanno dato la propria adesione per la realizzazione di questa importante settimana dedicata all’economia che ha un valore enorme in termini culturali. Questo non rappresenta un evento fine a se stesso: sarà una settimana ricca di appuntamenti con ragionamenti che coinvolgeranno la città,  dove si manda, soprattutto, un messaggio di progetto a chi parla solo di emergenze. Affrontare il tema dell’economia in rapporto alla cultura e con la quotidianità della città – conclude Orlando – è molto importante e questa settimana rafforza la candidatura di Palermo a Capitale Europea della Cultura 2019″.

Infine, ci sarà anche una “coda” il prossimo lunedì 11 novembre, in collaborazione con il Club Dirigenti Marketing per parlare di “Marketing e comunicazione nella politica” e nel pomeriggio un momento dedicato al compianto Marzio Tricoli, a cura della Fondazione Tricoli, per ricordare l’uomo e il politico, il suo impegno e la sua passione a difesa della legalità, a dieci anni dalla prematura scomparsa.

I temi in discussione. Mentre tantissimi non riescono ad arrivare a fine mese, continuare a parlare di felicità appare pretestuoso e quasi provocatorio. A molti basterebbe in questo momento, piuttosto che parlare di felicità, avere un lavoro, non dipendere dalla famiglia, non vivere da “esodato”, non dover emigrare per trovare un lavoro, avere la dignità della sopravvivenza e del lavoro. La felicità diventa un di più, un mito ed un obiettivo distante e lontano, irraggiungibile, un miraggio che sappiamo esiste solo nella nostra immaginazione perché convinti non è di questo mondo.

“La nostra provocazione, che continua da parecchi anni – spiega il professore Pietro Busetta – dalla prima edizione delle giornate dell’economia, fa parte di una riflessione diventata fondamentale per il mondo industrializzato. Ormai tutti i popoli sviluppati, quel miliardo di persone che consumano l’80 per cento delle risorse, essendo solo il 15 per cento della popolazione mondiale, sono usciti dai problemi di sopravvivenza, ed anche quella percentuale, alta, definita poveri in realtà vive una condizione di povertà relativa, che viene definita come privazione non dei beni indispensabili alla sopravvivenza fisica. È altresì vero che non hanno raggiunto livelli di benessere  complessivo proporzionati ai livelli di reddito posseduti. E allora la domanda fondamentale è quella sull’esistenza di una relazione stretta tra livelli di PIL e di ricchezza raggiunti e livelli di benessere complessivo vissuti. Su questa domanda fondamentale – aggiunge Busetta – in questi anni ci si è interrogati, consapevoli che l’obiettivo, ormai praticamente raggiunto per la nostra società, non può essere solo quello di far mangiare tutti, ma che bisogna porsi un obiettivo diverso che comprenda un “wellness” collettivo, che vuol dire, diritti per i bambini e le donne, buona sanità, equilibrio psico-fisico, possibilità di una buona istruzione, di una serena vecchiaia, buona condizione della vita carceraria, insomma un complesso difficilissimo di obiettivi che hanno come precondizione un livello di reddito e di ricchezza adeguato, ma che non si esauriscono in essa.  In tale contesto – prosegue sempre Busetta – lo stesso concetto di bellezza diventa strumento ed obiettivo. La bellezza salverà il mondo diceva un filosofo, ma in che senso è interessante spiegare e proveremo a farlo durante questa settimana di incontri”.

Bellezza non è lasciare tutto incontaminato, non è lasciare prati verdi e mucche che pascolano, non è non fare le opere grandi o piccole che servono a migliorare le condizioni di trasporto o di vita dell’individuo, non significa non fare le grandi dighe o non andare in aereo per non consentire emissioni eccessive di Co2. Nel concetto di bellezza vi è l’eco-compatibilità, vi è un concetto di giustizia, di riequilibrio tra paesi ricchi e poveri, di maggiore giustizia sociale, di minori squilibri reddituali, di rispetto per il nostro passato ed utilizzo proprio dei nostri beni culturali.

In questo senso, allora, l’abbinamento tra questi due concetti non diventa né velleitario né utopico, ma l’unica via di uscita da una situazione che vede i paesi industrializzati non solo, ma il mondo intero, in una condizione nella quale prevale l’ingiustizia.

“Ma il concetto nuovo nell’edizione delle Giornate dell’Economia di quest’anno è quello della bellezza – afferma il professore Busetta – che in realtà non è nuovo, ma ritorna e che ha una importanza determinante per la nostra Europa, per la nostra Italia, per il nostro Mezzogiorno e per la nostra amata Trinacria. In modo assolutamente reale che sia un “atout” per raggiungere quegli obiettivi di “wellness” che tutti ci proponiamo”.

Piena occupazione per le migliaia di giovani, soprattutto meridionali, è l’obiettivo numero uno. Bisogna offrire ai giovani un progetto di vita, la possibilità di creare una famiglia, di avere dei figli, di avere un qualunque rapporto di coppia, la possibilità di aumentare la conoscenza con studio, viaggi, cura della propria salute e del proprio fisico. Vanno messe a regime tutte le opportunità che il nostro territorio offre. Anche localizzare una attività produttiva in Sicilia, al Sud, può diventare una grande opportunità per attrarre cervelli che vogliono oltre che un ambiente di lavoro stimolante anche un territorio gradevole, una realtà dove si mangi bene e dove la gente sorride.

“Bisogna eliminare i residui che coprono la bellezza – conclude il professore Pietro Busetta – criminalità organizzata, mancanza di infrastrutture, costo del lavoro elevatissimo, tassazione enorme per coprire tutti gli sprechi che alimentano una società parallela di punteruoli rossi, attaccati alla linfa vitale dello Stato, e che lo stanno distruggendo mangiandolo dall’interno. Sono l’evasione fiscale, la burocrazia, l’alto costo del denaro, prebende elevatissime per un lavoro inesistente.

“In questi giorni avremo numerosissimi ospiti – afferma Alessandro La Monica presidente del Diste Consulting – si parlerà di beni culturali, parte fondamentale della bellezza, che sono una parte magica delle nostre città, lo spazio dove si colgono i cambiamenti e le contraddizioni anche del turismo contemporaneo. Ma parleremo ovviamente di economia in Sicilia – continua La Monica – con un appuntamento in collaborazione con la Banca d’Italia, di marketing e ci occuperemo anche di scuola, visto che il problema educativo è, ormai da tempo, al centro di un ampio dibattito, con continue riforme e processi di valutazione. Un incontro che vuole essere un’occasione per discutere come restituire dignità e speranza all’istituzione scolastica da cui dovrebbe partire il vero rinnovamento della società. Essere arrivati alla 27esima edizione – sottolinea La Monica – è un successo inaspettato e molto importante. Il valore di essere stati presenti per tanti anni a parlare della situazione economica rende la Fondazione Curella e la Banca Sant’Angelo che la sostiene una benemerita istituzione della società meridionale. Tanto che le istituzioni nazionali, locali ed il Comune di Palermo hanno reso l’organizzazione del tutto una impresa possibile. Il testimone rimane saldamente in mano alla Fondazione che lo porterà avanti credendo alla forza dell’impegno e del lavoro svolto. Questa nostra realtà vive momenti di grande difficoltà e potrà salvarsi solo se ognuno di noi farà la sua parte”.

Autore: Economia Sicilia

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