Born in Sicily e dieta mediterranea le due password per Expo 2015

Dott Abdellaali, cosa sta succedendo nel Mediterraneo? Dalla primavera araba ad oggi il quadro è molto instabile, la miccia si incendia di continuo, partita dalla Tunisia ha infiammato Egitto, Libia, e Medio Oriente, ed assistiamo ad un’ esodo di disperati da Siria, Eritrea e Somalia verso le nostre coste. Ma senza sicurezza non c’è commercio e sviluppo , cosa facendo la Sicilia?

“Io non la chiamo  primavera, ma tempesta araba, una rivoluzione di cui non vediamo gli esiti o la via  d’ uscita ed in questo l’ Europa ha le sue responsabilità, sopratutto di fronte alla gravissima emergenza umanitaria a Lampedusa. Malgrado i tentativi fatti però il governo italiano e l’ Europa non sono riusciti a svolgere il ruolo di garante della pace, della solidarietà e dello sviluppo di questa area”.

Lei sta lavorando al progetto per l’ Expo 2015  con l’assessore alle Risorse Agricole ed Alimentari, quali sono i vostri obiettivi?

“La Sicilia andrà all’ Expo di Milano come  capofila del biomediterraneo, una candidatura naturale, una scelta strategica ben precisa che riposiziona l’ isola e ne traccia il futuro.  Ma saremo presenti anche nel padiglione Italia dove apparirà l’ immagine d’eccellenza dell’isola, un brand che va dalla cultura, al paesaggio, all’ agroalimentare con Il modello dei distretti produttivi sperimentato in Sicilia. Ad oggi ne funzionano  otto, un modello che riteniamo giusto da esportare nei paesi del cluster, cioè in tutto il bacino mediterraneo, un partenariato concreto e fattivo rivolto alle piccole e medie imprese di cui è fatta l’economia dei paesi rivieraschi. A maggio a Palermo  c’è stato il meeting con i vertici di Expo ed i paesi del cluster; c’è un accordo firmato qui in Sicilia ed è stato definito il ruolo di interlocutore privilegiato del governo siciliano.  I brand di eccellenza saranno Born in Sicily e la  dieta mediterranea, che sarà la vera  password per la Sicilia.  In questo momento è attiva un piattaforma entro cui dialogano gli assessorati coinvolti, abbiamo già fatto una decina di riunioni, presto definiremo le proposte operative che saranno presentate al mondo degli enti locali ed i comuni,  ma anche ai privati che stanno rispondendo in questi giorni aduna chiamata di progetto dell’ assessorato”.

Ma in realtà che cosa si aspetta da Expo il governo siciliano?

“Questo sarà l’ evento clou sino al 2020, e immagino sarà ancora più impegnativo  il lavoro di internazionalizzazione che seguirà per le aziende siciliane che risponderanno ai criteri di eccellenza o che hanno già fatto un percorso di innovazione tecnologica.  Attenzione però, non sarà una fiera  agroalimentare, ma un momento irripetibile per confrontarsi nell’ ambito del cluster. Credo che i tempi siano maturi per rilanciare un’ idea di Mediterraneo compatto  sui mercati internazionali, un’ immagine che vada oltre l’ instabilità attuale proposta dai media a seguito delle cronache, e che possa creare processi di assestamento democratico e sociale”.

Alessandra Bonaccorsi

Autore: Maria Laura Crescimanno

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