Caos per la presentazione del bando apq dedicato ai giovani

Scene da bolgia infernale. E’ accaduto ieri presso l’ufficio relazioni col pubblico dell’Assessorato regionale alla Famiglia. Alle 12 scadeva il termine ultimo per la presentazione dei progetti in risposta ad un meritevole bando Apq dedicato ai giovani di età compresa tra i 18 e i 36 anni. Il bando non ha però previsto la possibilità di inoltre la documentazione attraverso la posta elettronica certificata, strumento che naturalmente ha valore legale, così come si è deciso, in fase di emanazione del bando, che non faceva fede il timbro postale. In questo modo, anche a causa delle ferie estive che hanno mantenuto chiuso gli uffici di consulenza, i tantissimi giovani siciliani che hanno trovato interessante il bando Apq, hanno avuto scadenze temporali nei fatti più ridotte per poter ragionarci sopra assieme ai propri consulenti così come si è dovuta fare una vera e propria corsa al protocollo visto che anche volendo spedire tutta la documentazione ieri tramite raccomandata, non si sarebbe avuta la garanzia di poter far arrivare tutto al protocollo entro oggi alle ore 12. Eppure bastava semplicemente abilitare l’utilizzo della posta elettronica certificata. Sono molte le segnalazioni che mi stanno arrivando da varie province della Sicilia con tanti giovani che stamani si sono dovuti svegliare nel cuore della notte, percorrere centinaia di chilometri in auto per poi andarsi ad infilare in quello che è divenuto un vero e proprio imbuto, in locali angusti rispetto alla quantità di persone presenti, con un caldo da sauna e con procedure andate nei fatti a rilento. Mi si dirà che sarebbe stato utile pensarci per tempo visto che il bando è stato emanato da un paio di mesi, ma va ricordato che il bando era rivolto a giovani e giovanissimi che spesso non hanno mai avuto a che fare con le complesse procedure previste dall’avviso (tra cui la stesura di un piano economico) e dunque hanno dovuto attendere la riapertura degli uffici dei propri consulenti e dei propri fornitori per i preventivi, così come la possibilità di aver chiarimenti da parte della Regione stessa. Più persone mi hanno infatti segnalato le difficoltà riscontrate anche solo per parlare telefonicamente in questi giorni con gli uffici dell’Assessorato, così come, non sono un tecnico e chiedo al servizio informatico della Regione di effettuare una verifica, sembra che sul sito internet dell’Assessorato alla Famiglia vi sia un malware e alcuni link, tra cui proprio quelli relativi al bando in questione, non risultano raggiungibili. La mia non vuole essere una facile critica rispetto a questa vicenda ma l’appello a operare con un po’ di buon senso. Avviare un bando con una scadenza che è appena a ridosso delle ferie estive, soprattutto per un avviso destinato ai nostri giovani, doveva prevedere quantomeno l’uso della posta elettronica certificata piuttosto che costringere in tanti a raggiungere fisicamente il protocollo entro le ore 12, visto che purtroppo non sempre si può fare affidamento sui servizi postali o i corrieri. E oggi i nostri giovani hanno avuto un’immagine più simile al caos. Come Regione abbiamo offerto un segnale decisamente negativo. Eppure bastava poco”.

Autore: Economia Sicilia

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