Mafia: presidente Confindustria Trapani denuncia estorsione

Imprenditore si ribella al racket e fa arrestare tre presunti estorsori. E’ accaduto nel Trapanese, dove tre persone, tutte gia’ condannate per mafia, sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, emesso dal gip presso il Tribunale di Palermo, e’ stato notificato al boss Mariano Asaro, 57 anni, attualmente detenuto presso il carcere di Sulmona (AQ), a Gaspare Mule’, 47 anni, operaio e sorvegliato speciale, a Fausto Pennolino, 51 anni, ristoratore, anche lui sorvegliato speciale, tutti di Castellammare del Golfo. I tre sono accusati di estorsione e tentata estorsione, aggravate dalla modalita’ mafiosa. Le indagini sono state avviate in seguito ad una denuncia presentata ad agosto da Gregorio Bongiorno, imprenditore di Castellammare del Golfo, operante nel settore della raccolta dei rifiuti e attuale presidente di Confindustria a Trapani. Bongiorno, titolare della Agesp spa, avrebbe raccontato di essere vittima delle richieste estorsive di diversi esponenti della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, che a partire dal 2005 avrebbero preteso il periodico versamento di ingenti somme di denaro per soddisfare i bisogni della cosca. In particolare, avrebbe spiegato che nel dicembre del 2005 sarebbe stato costretto a versare 10 mila euro a Mule’, che si era presentato quale rappresentante della famiglia mafiosa. Mule’ avrebbe intimato a Bongiorno di versare le somme dovute alla cosca di Castellammare, in quanto la madre dell’imprenditore, Girolama Ancona, oggi deceduta, aveva mancato di pagare determinate quote estorsive.

Nel periodo di Pasqua del 2007, l’imprenditore sarebbe stato avvicinato da Pennolino, titolare di un ristorante a Castellammare del Golfo, che lo avrebbe accompagnato al cospetto del capomafia Mariano Asaro, oggi detenuto, che gli aveva richiesto il pagamento di ulteriori somme di denaro. Negli anni immediatamente successivi, in corrispondenza con il periodo di detenzione dei tre indagati, Bongiorno non avrebbe subito ulteriori richieste estorsive. Ma nei primi giorni di agosto del 2013 Gaspare Mule’, scarcerato a gennaio dello stesso anno per fine pena, nonostante fosse sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, si sarebbe ripresentato nuovamente dall’imprenditore, chiedendogli questa volta tutti gli “arretrati” delle tangenti non versate durante il periodo in cui i componenti della famiglia mafiosa di Castellammare erano stati detenuti, e quantificando l’ammontare della somma complessivamente dovuta dall’imprenditore in 60 mila euro, ovvero 10 mila euro all’anno, dalla Pasqua del 2007 all’agosto 2013. Cosi’ Bongiorno, nominato presidente di Confindustria Trapani, ha deciso di non sottostare alle pressioni estorsive e di presentarsi alla polizia, che ha eseguito le odierne ordinanze di custodia cautelare. Il boss Mariano Asaro e’ stato raggiunto dalla misura restrittiva presso la casa circondariale di Sulmona, dove si trova detenuto. Mule’ e Pennolino, una volta arrestati, sono stati condotti nel carcere Pagliarelli, a Palermo. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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