Fondi Ue, il ministro Giovannini pronto a punire chi non li utilizza. Forte strigliata alla Sicilia al 34esimo congresso Aisre

“E’ importante che si trovino soluzioni condivise tra governo nazionale e istituzioni locali per lo sviluppo delle imprese”. Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, intervenendo in videoconferenza al 34esimo congresso dell’Associazione Italiana di Scienze Regionali, intitolato “Crescita economica e reti regionali: nuove industrie e sostenibilita’”, in programma ieri e oggi presso l’Aula Magna della Facolta’ di Economia dell’Universita’ di Palermo. “Nel dibattito odierno – ha continuato – gli aspetti focali sono a mio parere tre. Il primo e’ quello che riguarda i servizi per l’impiego, per i quali in Italia siamo molto indietro. E’ importante che dai centri per l’impiego giungano indicazioni chiare su qual e’ l’ambito ottimale per aiutare le persone a trovare lavoro. Il secondo aspetto – ha aggiunto – e’ la mobilita’ interregionale. Sono tanti i giovani che vanno all’estero mentre c’e’ una certa resistenza per la mobilita’ all’interno del paese. E’ importante stabilire quali siano gli ostacoli che impediscono una mobilita’ che non sia soltanto emigrazione. Il terzo aspetto e’ la formazione. Il capitale umano e’ oggi alla base di tutti i modelli economici. Con il Decreto-Lavoro – continua Giovannini – abbiamo cercato di utilizzare al meglio i fondi comunitari, orientati soprattutto nel Mezzogiorno, per consentire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e della formazione. Queste tre tematiche riguardano in modo particolare la questione giovanile, che il governo ed io abbiamo posto al centro della nostra azione”.

“L’ultima cosa voglio dirla sui fondi europei – ha concluso il ministro – l’anno prossimo partira’ la nuova programmazione 2014-2020, e’ una nuova occasione per l’Italia, forse l’ultima, e abbiamo bisogno di capire come non sprecare questa opportunita’. Abbiamo bisogno di dati e analisi concrete e precise per capire come sfruttare i fondi strutturali e punire chi non li sfrutta al meglio”.

Autore: Economia Sicilia

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