Energia: da Officinae Verdi “Smart Life” per comuni sostenibili

La Sicilia è la seconda regione italiana, dopo la Sardegna per consumi pro capite di energia elettrica più alti, con 5 su 9 comuni capoluogo di provincia con usi superiori alla media nazionale di 1.199,6 kWh/anno (dati Istat 2011). Sul podio Catania, con 1.328 kWh annui, e Trapani, con 1.281 kWh. Ma superiori alla media anche i consumi pro capite nei Comuni di Agrigento (1.271 kWh), Palermo (1.226 kWh) e Siracusa (1.224 kWh).

In più, sul fronte del caro energia, le imprese siciliane si trovano a pagare annualmente circa 2.023 euro in più  rispetto ai competitor europei (Elaborazione Confartigianato su dati Terna 2011); una cifra non irrilevante per l’economia regionale, dal momento che i consumi elettrici del comparto industriale ammontano al 37% dei consumi complessivi della Sicilia (7.209 Gwh su un totale di 19.226 Gwh – Dati Terna).

Sul tema del risparmio energetico e’ stato pensato “Smart City | Smart Life” il progetto di Officinae Verdi, la Energy Environment Company UniCredit – WWF. L’iniziativa e’ rivolta ai comuni che vorranno investire su un nuovo modello di innovazione sostenibile e sulla riduzione degli sprechi, tra gli interventi di riqualificazione energetica realizzabili: l’illuminazione pubblica ad alta efficienza, gli impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici, le centrali termiche alla cogenerazione, le piattaforme a biomassa per generare elettricità e calore e valorizzare gli scarti boschivi. 

“Imprese, enti pubblici e famiglie – ha detto Giovanni Tordi, Ad di Officinae Verdi – possono auto produrre energia pulita e risparmiare sensibilmente sulla bolletta energetica, anche il 50-60%, abbattendo contemporaneamente anche le emissioni di CO2. Il progetto prevede la possibilità di attivare uno Sportello Energia Verde per fare comunicazione con i cittadini”.

“L’Unione Europea – ha spiegato l’Ad – ha stanziato 11 miliardi di euro (fonte OCSE) per finanziare progetti di sostenibilità  urbana, affinché le città diventino smart, riducendo le emissioni di CO2 e l’inquinamento in generale, ottimizzando le risorse energetiche, limitando la congestione del traffico, rendendo più  accessibili ed efficienti i servizi pubblici. In Italia, il potenziale di recupero energetico attraverso interventi di efficienza è enorme: vale almeno 12 miliardi di euro all’anno per il settore residenziale e 8,2 miliardi per le imprese, fino al 2020. Inoltre, è stato stimato che le misure pubbliche attivabili su questo segmento siano in grado di stimolare circa 60 miliardi di euro di investimenti complessivi al 2020 (Energy Efficiency Report – Politecnico di Milano), con importanti ricadute su un settore industriale in cui si vuole puntare alla leadership internazionale. Una cifra da non sottovalutare in un periodo di stagnazione dell’economia”. 

Al centro delle politiche previste dalla Strategia Energetica Nazionale c’e’ il lancio di un grande programma di sviluppo dell’efficienza energetica, che porti al 2020 a una riduzione dei consumi di energia primaria del 24%, superando l’obiettivo europeo del 20%, l’abbattimento del 19% di emissioni di gas serra e un risparmio di circa 8 miliardi di euro sull’importazione di combustibili fossili.

Gli Enti Pubblici avranno l’obbligo di procedere ogni anno alla riqualificazione energetica del 3% della superficie degli immobili di loro proprietà (Direttiva Europea sull’efficienza energetica) e possono usufruire degli incentivi messi a disposizione dal Conto termico, che coprono il 40% dell’investimento sostenuto per realizzare interventi di efficienza energetica, incluse le spese per la diagnosi energetica e la certificazione.

“Il consumo di energia nelle città – ha spiegato Tordi – è in costante aumento. Ad oggi, il 68% della popolazione europea si concentra nelle aree urbane, consumando circa il 70% dell’energia utilizzata nell’ambito comunitario, una percentuale destinata a crescere stando all’attuale trend di urbanizzazione (fonte Eurostat 2011). Invertire questa tendenza allo sviluppo distorto degli agglomerati urbani non è facile: si deve combattere con la mancanza di fondi, di intelligenza progettuale e di cultura pubblica”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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