Crias: sit-in artigiani davanti sede a Catania “no a cancellazione”

 Manifestazione di protesta degli artigiani per dire “no” alla cancellazione della Crias, la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane. Un sit-in si sta tenendo davanti alla sede centrale dell’Istituto in Corso Italia, a Catania. Cna, Confartigianato, Upla Claai, Upia Casartigiani manifestano, si legge in una nota, contro l’ipotesi di accorpamento della cassa con l’Ircac gia’ annunciata dal governo Crocetta, contro le pressioni della burocrazia e della tasse, e affinche’ si ottengano misure specifiche per stimolare concretamente la rinascita del comparto artigiani. Le ragioni del dissenso, denunciano gli artigiani, sono da ricercare nel timore di perdere uno “strumento prezioso, soprattutto in tempo di crisi, per ottenere prestiti. Un credito altrimenti difficile da reperire – spiegano i rappresentanti delle sigle di settore – e che dal ’53 ad oggi hanno salvato e aiutato a crescere migliaia di piccole e medie aziende. Non si puo’ prescindere da un piano straordinario di investimenti per il lavoro, dallo snellimento di tutte le procedure burocratiche, da un’azione che faciliti l’accesso al credito ordinario e che implementi quello agevolato, fiscalita’ di vantaggio per il settore manifatturiero, stimolare investimenti esteri, iniziative finalizzate alla lotta reale contro l’abusivismo”. “La Crias non e’ un ente inutile – proseguono Cna,Confartigianato, Upla Claai, Upia Casartigiani -. Non e’ affatto vero che i costi della Cassa ricadono sui bilanci della Regione, poiche’ le spese sono pagate grazie agli interessi applicati ai prestiti che la Crias concede da sempre agli artigiani. Cio’ vale anche per i modesti emolumenti ai consiglieri di amministrazione; da parte delle nostre associazioni, inoltre, gli eventuali rappresentanti in seno al consiglio di amministrazione si dicono gia’ disponibili a lavorare a costo zero. Cancellare questa storia significherebbe consegnare gli artigiani nelle mani degli strozzini una volta per tutte”. (ITALPRESS).

Autore: Economia Sicilia

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