Artigianato in crisi. Le associazioni di categoria chiedono interventi immediati

Il comparto artigianato soffre e lo confermano i numeri. L’anagrafe delle imprese registra saldi negativi: nel 2012 in Italia il segno meno riguarda 20.319 aziende, in Sicilia -1004, a Catania -340. Dopo Trapani e Agrigento, quella etnea è la provincia con la peggiore performance negativa. La produzione  nel quarto trimestre 2012 evidenzia un calo pari al 29,5%, il fatturato -34,9%, gli ordini -35,2%.

Gli addetti ai lavori, incontratisi alla Camera di Commercio, esprimono in coro unanime la paura del collasso dell’intero settore specie se “l’ipotesi di accorpamento dell’Ircac e della Crias (l’ente che eroga il credito agevolato agli artigiani) con l’Irfis dovesse diventare realtà”. Salvare Bonura, segretario generale Cna Catania spiega: “Purtroppo c’è chi continua a considerare la Crias un ente inutile.  Grave se si considera che dal ’53 ad oggi la Cassa ha erogato aiuti agli artigiani – oggi ci riferiamo a livello regionale a circa 85.000 imprese, con quasi 200.000 addetti- per ben quattro miliardi di euro, finanziando operazioni concrete e spesso risolutive per la sopravvivenza delle aziende. Per essere più vicini ai giorni nostri, si tratta di 8 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. Non è affatto vero che i costi della Cassa ricadono sui bilanci della Regione, poiché le spese sono pagate grazie agli interessi applicati ai prestiti che la Crias concede da sempre agli artigiani”.

Dall’incontro, al quale hanno preso parte anche il presidente della Cna Sebastiano Battiato, il presidente della Confartigianato Antonio Barone, il presidente della Upla Claai Orazio Platania, e Sebastiano Molino e Cetti Grasso, rispettivamente presidente e segretario di Upia Casartigiani, sono emerse anche alcune precise richieste. Le associazioni chiedono: che i costi della politica vengano diminuiti sensibilmente,  un piano straordinario di investimenti per il lavoro, lo snellimento di tutte le procedure burocratiche, un’azione che faciliti l’accesso al credito ordinario e che implementi quello agevolato, fiscalità di vantaggio per il settore manifatturiero, stimolare investimenti esteri, iniziative finalizzate alla lotta reale contro l’abusivismo che sta divorando le imprese che operano nella legalità, pagando tasse e tributi. E non ultimo chiedono di porre freno agli eccessi di Serit ed Equitalia, che “insistono con pretese esose rispetto al debito contestato”.

Autore: Alessandra Bonaccorsi

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