Province: il presidente dell’Unione regionale province siciliane (Urps), Giovanni Avanti: “legge-truffa, ci appelleremo al commissario dello Stato

Per il presidente dell’Urps “tutto e’ estremamente vago e fumoso e avendo previsto limiti dimensionali molto bassi c’e’ il rischio di ritrovarsi con 35 consorzi di comuni. Un’operazione di vecchia politica, una restaurazione che ci fa tornare indietro di 10 anni”, incalza Avanti che non risparmia critiche al presidente della Regione, accusato di usare l’abolizione delle Province “per ingraziarsi i deputati del Movimento 5 Stelle in vista della prossima finanziaria e dell’approvazione del bilancio”. “Il suo e’ populismo – spiega il presidente Urps – i costi della politica provinciale sono irrisori: ogni cittadino paga 3,29 euro all’anno a fronte dei 320 che deve sborsare per finanziare l’apparato regionale”. E sempre in riferimento all’operato di Crocetta parla di “andamento schizofrenico” perche’ durante la campagna elettorale per le regionali “ha ottenuto la fiducia di molti sindaci promettendo di candidarli alla presidenza delle province. Ora commissariandole con uomini di fiducia potra’ ottenerne anche un vantaggio elettorale. Se questo e’ il tanto sbandierato modello Sicilia – conclude – non mi sento rappresentato”.

“Presenteremo una memoria al Commissario di Stato contro una legge incostituzionale, ispirata da motivazioni populistiche e demagogiche. Sono convinto che il prefetto Aronica avra’ la serenita’ per impedirne la pubblicazione”. Lo annuncia il presidente dell’Unione regionale province siciliane, Giovanni Avanti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nell’ex palazzo delle Ferrovie, a Palermo, all’indomani dell’approvazione all’Ars del disegno di legge per l’abolizione delle province. “Un proclama-truffa, piu’ che una legge, ipocrita e demagogica, fatta in nome di una falsa spending review – afferma Avanti – un salto nel buio che rischia di gettare nel caos l’intero sistema degli enti locali siciliani”. Secondo l’Urps abolire le province “e’ un atto incostituzionale perche’ l’articolo 114 della Costituzione le qualifica come elementi costitutivi della Repubblica”. “Le Province sono invece diventate lo scalpo da gettare in pasto all’opinione pubblica – aggiunge Avanti – con l’unico obiettivo di distogliere l’attenzione dai veri sprechi che sono nella Regione e nei suoi 206 enti che costano 30 milioni all’anno. Crocetta parla di un risparmio di 100 milioni, ma spara numeri a vanvera. Se vuole davvero fare un’operazione di spending review risani il bilancio ed elimini incarichi e consulenze”. (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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